Approvato il bilancio di previsione:
anche a Sassari aumentano le tasse

L'assessore: "Una strada obbligata per fronteggiare i tagli del governo"
di Michele Spanu
L'assessore al Bilancio Nicola Sanna (foto: SassariNotizie.com)
L'assessore al Bilancio Nicola Sanna (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Il consiglio comunale ha lavorato dalle 8.30 del mattino fino a mezzanotte per approvare il bilancio di previsione 2012. Il numero di ore della discussione rende bene l'importanza dell'evento: il bilanco è un atto molto atteso, soprattutto in questo periodo di crisi economica nel quale sono ancora molte le ditte in fila per aspettare lo sblocco della capacità di spesa dei singoli Comuni, letteralmente strozzati dal patto di stabilità. L'assessore al Bilancio Nicola Sanna ha presentato una lunga relazione introduttiva per spiegare tutte le principali voci che compongono il documento: previsti 217 milioni di spese a cui corrisponde un medesimo importo a pareggio sul fronte dell'entrata.

CALANO LE ENTRATE. Il capitolo più importante è senza dubbio quello delle entrate. Quest'anno l'assessore Sanna ha dovuto fare i conti con una riduzione di trasferimenti erariali di 6.316.000 euro rispetto all'anno precedente. A questi dati va aggiunta la riduzione derivante dall'applicazione del decreto legge 201/2011 relativo al "concorso alla manovra degli Enti territoriali e ulteriori riduzioni di spese" che è pari ad ulteriori 3.123.000 euro. Complessivamente, dunque, si registrano stabili previsioni per minori trasferimenti statali diretti per 9.439.000 euro. L'introduzione dell'Imu che ha portato poi a una riduzione dei trasferimenti ex-Ici prima casa, che lo Stato ha finora garantito attraverso il Fondo Nazionale: si passa da un versamento statale di 9.524.852,44 euro a 4.076.852,44 euro. Numeri che consentono di stimare in 12 milioni di euro l'ammontare complessivo delle minori entrate statali.

AUMENTANO LE TASSE. Per fare i fronti con la chiusura del rubinetto delle entrate statali, la strada obbligata è stato quello dell'aumento delle tasse locali. Un metodo indicato anche dallo Stato che, per consentire il mantenimento degli equilibri di bilancio degli enti locali, ha sbloccato la possibilità di aumentare le aliquote dell'addizionale Irpef ed ha consentito ai comuni margini di manovra sull'Imu, garantendo l'assegnazione totale delle maggiori entrate previste grazie agli aumenti dell'aliquota base. "Negli anni dal 2007 al 2009 - ha detto Sanna -che hanno segnato per gli enti locali della Sardegna un' attenzione del Governo Regionale mai conosciuta in precedenza, con l'istituzione del Fondo Unico per gli Enti Locali, nel nostro Comune si è registrata persino una riduzione della pressione fiscale comunale. Gli anni dal 2009 ad oggi, le combinate disposizion delle politiche regionali e statali, ci costringono ad un'elevazione del livello della pressione fiscale ma con atti di coesione e solidarietà tra le nostre comunità".

IMU E IRPEF. Per il 2012, dunque, sono state determinate dal Consiglio le seguenti aliquote Imu: abitazione principale, assimilate e pertinenze: 0,40%; altri immobili: 0,80%; aree edificabili: 0,80% ; terreni agricoli: 0,76%; Fabbricati rurali ad uso strumentale: 0,1%. Il gettito stimato è il seguente: gettito IMU complessivo euro 35.165.000, dei quali la quota riservata allo Stato è di 14.977.000 e la quota per il Comune di Sassari è di euro 20.188.000. Per quanto riguarda l'addizionale comunale Irpef, il Comune ha dovuto optare per una variazione “secca”, cioè senza graduazione per scaglioni di reddito, passando così da 0,3% a 0,8%. Un sacrificio necessario, ha datto Sanna, ma che ha un chiaro intento sociali poiché mira a non far pagare l'imposta alle famiglie con un reddito annuo inferiore ai 15.000 euro.

SPESA CORRENTE. Sanna ha richiesto a tutti i settori del Comune una radicale razionalizzazione della spesa corrente. Con una importante eccezione. Per le funzioni previste nel settore sociale si è compiuta una precisa scelta politica di programmazione finanziaria decidendo di incrementare lo stanziamento previsto nel 2011 che passa cosi 32.591.478 a 38.840.482 di euro per l'anno 2012 con un incremento di 6,3 milioni. Si tratta esattamente della stessa cifra che viene incassata dall'aumento dell'aliquota dell'addizionale Irpef comunale. Il taglio non è stato orizzontale, dunque, ma ha preservato le fasce più fragili della popolazione. E anche questo conta in un bilancio.


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