Sei mesi fa il sequesto di Rossella Urru
Oggi a Milano incontro in suo onore
di Alessandro Garau
CAGLIARI. Da sei mesi Rossella Urru è nelle mani dei suoi sequestratori. La ragazza di Samugheo viene rapita nella notte tra il 22 e 23 ottobre dello scorso anno, insieme ai colleghi spagnoli Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez de Rincon, nel campo profughi Saharawi di Hassi Raduni, nel sud ovest dell'Algeria. Il sequestro dei tre cooperanti della Ong Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli è rivendicato a dicembre dal Movimento Monoteista per il Jihad in Africa occidentale, una costola dissidente di Al Qaeda nel Maghreb islamico.
In questi mesi di prigionia si sviluppano innumerevoli iniziative di solidarietà e sensibilizzazione. Il manifesto che ne chiede la liberazione viene affisso sulla facciata di diversi municipi in tutta Italia tra cui Roma, Milano, Bologna, Sassari, Cagliari, nel palazzo del Consiglio regionale della Sardegna e in decine di piccole comunità dell'Isola. Anche l'Università di Sassari si mobilita, esponendo sul retro del Rettorato uno striscione con l'appello scritto in italiano e in arabo. Il 20 febbraio il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, incontra a Cagliari i genitori della ragazza e li rassicura: «So da fonti certe che Rossella sta bene e che le autorità preposte stanno lavorando per la sua liberazione».
Ma è soprattutto sul web che l'attenzione del sequestro resta alta. Messaggi di affetto vengono scritti nei social network per il blogging day, in occasione del trentesimo compleanno della ragazza. Si mobilita anche il mondo dello spettacolo: Geppi Cucciari, parla di Rossella al festival di Sanremo, Fiorello lancia su Twitter un'iniziativa virale che dalla rete finisce su tutti i telegiornali e anche Roberto Saviano le dedica un post sul suo profilo Facebook.
Il 3 marzo si accende improvvisamente la speranza: l'emittente Al Jazeera annuncia che Rossella è stata liberata. Sembra la fine di un incubo. La notizia rimbalza in breve sui principali quotidiani nazionali e sui social network ma non trova conferme dalla Farnesina, né dai familiari della ragazza. Samugheo fa festa, le autorità locali si lasciano andare a dichiarazioni di giubilo, ma nel pomeriggio arriva una mezza smentita da Margherita Boniver, inviato speciale per le emergenze del ministro degli Esteri: «Fino a che la notizia della liberazione di Rossella non sarà verificata, essa va considerata come non veritiera». Qualche ora più tardi l'agenzia France Press rivela che i sequestratori chiedono 30 milioni di euro per la liberazione della cooperante di Samugheo e dei suoi due colleghi spagnoli. Secondo altre fonti, Rossella è nelle mani di un garante, in attesa che si concluda la trattativa. L'entusiasmo si tramuta nuovamente in angoscia.
Nelle settimane successive cala il silenzio e si attenua l'attenzione mediatica. La liberazione della turista toscana Maria Sandra Mariani, il 19 aprile, dopo 14 mesi di prigionia in Algeria, riaccende le speranze. Ma a sei mesi dal suo rapimento, ancora non si hanno notizie della giovane volontaria di Samugheo. E così il consigliere regionale della Lombardia, Stefano Maullu, ha organizzato per questa sera alle 18.30 al teatro Elfo Puccini di Milano, un incontro per non dimenticare gli otto italiani ancora sotto sequestro. Non solo Rossella, ma anche il siciliano Giovanni Lo Porto, rapito in Pakistan il 19 gennaio, e i sei marinai della nave Enrico Ievoli, sequestrati il 27 dicembre nel Golfo di Oman. Alla conferenza parteciperanno Marco Lombardi e Salvatore Ricca Rosellini, più volte impegnati in missioni umanitarie rispettivamente in Afghanistan e nel Saharawi, e in collegamento il sindaco di Samugheo, Antonello Demelas. L'evento potrà essere seguito in diretta streaming sul profilo Twitter di Stefano Maullu.
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