la vertenza

Il museo dei cassintegrati all'Asinara.
La proposta di un operaio naufrago

Pubblicato ieri il bando di vendita degli impianti di Porto Torres, Fusina e Ravenna. Il valore complessivo è di 85 milioni di euro
Andrea Spanu, operaio Vinyls con suo figlio (foto: SassariNotizie.com)
Andrea Spanu, operaio Vinyls con suo figlio (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. «Museo per museo... Vorrei che all'Asinara arrivassero i simboli di tutti i lavoratori sardi e italiani che vivono in cassintegrazione e che stanno lottando per il posto di lavoro». Dice così Andrea Spanu, operaio della Vinyls che da più di un mese occupa insieme agli altri l'isola, detta ormai dei cassintegrati. Ieri, giorno in cui è stato ufficialmente pubblicato il bando di vendita degli impianti di Porto Torres, Fusina e Ravenna è stato organizzato un incontro-dibattito all'università, nella facoltà di Lettere e Filosofia a cui partecipano lavoratori e studenti (quasi coetanei) del gruppo Mediares. Sono soprattutto ragazze che hanno proiettato un video realizzato durante una visita all'isola di cui Spanu è stato nominato ministro della Comunicazione. E ne ha i requisiti visto che è lui ad aver inventato il logo e ad aver spinto anche mediaticamente questa protesta non violenta che non ha precedenti. Un'idea coltivata da tempo, durante il presidio permanente da gennaio alla torre aragonese di Porto Torres e attuata con l'inizio della nota trasmissione "Isola dei famosi".

Spanu vorrebbe far arrivare nel cortile dell'ex carcere un simbolo di ogni fabbrica in crisi, un messaggio da parte degli operai in protesta: uno striscione, una lettera, un marchio... Far diventare questo luogo già carico di storia il «museo dei cassintegrati o la Woodstock degli operai in crisi»... Sorride e lo fa anche il suo collega Emanuele Manca e fa una battuta «Andrea in ogni caso è sistemato, male che vada sarà conteso da qualche agenzia di marketing... Con tutte queste idee...». E non ha torto, ma poi si torna subito a parlare della vertenza, delle scadenze e delle promesse arrivate dal governatore sardo Ugo Cappellacci in trasferta nella piccola isola martedì scorso.

Spanu e gli altri sono scettici sulla soluzione che dovrebbe arrivare, secondo Cappellacci, entro domani. L'unica manifestazione di interesse è quella degli arabi della Ramco che trattano da mesi con l'Eni. Oggi a Roma è previsto l'incontro al ministero dello Sviluppo economico tra i commissari della Vinyls e i sindacati nazionali. Sarà comunque solo informativo, e non si attendono grosse novità.

Il bando. Pubblicato sui più importanti quotidiani nazionali il bando per i tre impianti (Porto Torres, Fusina e Ravenna) stabilisce un valore stimato di circa 85 milioni di euro.

Le scadenze. Si dovrà comunque aspettare la scadenza del bando per l'eventuale locazione o vendita delle strutture. Fissata alle ore 24 del ventiquatresimo giorno dalla pubblicazione, che sul calendario cade il 23 aprile, giorno in cui si stima che i commissari siano a rischio liquidità. L'impianto è infatti fermo e non produttivo e giorno dopo giorno maturano i debiti. Insomma, dopo la pressione della Regione, serve quella del governo per far trasformare la manifestazione di interesse di Ramco in un'offerta concreta. Per passare da un dialogo a distanza con l'Eni a un qualcosa di definitivo.

Lo dicono gli stessi operai Spanu e Manca: «Con la nostra protesta ci sono arrivati messaggi di solidarietà non solo dall'Italia e dall'Europa, ma da tutto il mondo, addirittura dall'Australia... Eppure, - puntualizzano - nessuna notizia è arrivata dal governo e dall'Eni, gli unici che possono fare qualcosa di concreto».

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