Un eroe di nome Massimo Ficuciello
I sassarini gli dedicano una caserma

La cerimonia, breve ma significativa, ha visto la partecipazione dei familiari del militare croce d'onore "alla memoria"
di Daniele Giola

SASSARI. Le mani di una madre che accarezzano con dolcezza la lapide di un figlio, lo sguardo commosso di un padre militare, le parole intrise di speranza e il conforto di un cappellano, le note del "Silenzio". Da oggi la caserma di via Corradduzza, sede degli organi logistici del Reparto Comando e Supporti tattici della Brigata Sassari, porterà per sempre il nome di un eroe: Massimo Ficuciello, capitano dell'Esercito croce d'onore "alla memoria".

Stamattina una breve ma significativa cerimonia ha celebrato l'intitolazione della caserma al valoroso militare della Brigata Sassari che, insieme a 4 soldati dell'Esercito, 12 carabinieri e 2 connazionali civili perse la vita nell'attentato terroristico di  Nassiriya, il 12 novembre del 2003 durante l'operazione "Antica Babilonia 2". Insieme alle massime autorità civili, religiose e militari dell'Isola, alla cerimonia erano presenti la madre Berta e il padre di Ficuciello, Alberto - generale di corpo d'Armata in ausiliaria -. Davanti al reparto di formazione, schierato nel grande piazzale della caserma, il generale Luciano Portolano, comandante della Brigata Sassari e la signora Berta hanno scoperto la lapide commemorativa, poi benedetta dal cappellano militare capo Padre Mariano Asunis e quindi impreziosita da una corona di fiori dedicata a tutti i caduti della Brigata Sassari. Il cappellano, in un clima di commozione generale, ha preso parola per ricordare i grandissimi valori che accompagnano i militari durante le missioni all'estero e ha citato Don Benzi per spiegare la fine, sia essa tragica o meno, dell'esistenza terrena "Chi vive dirà che son morto - ha detto ricordando le parole del grande prelato - ma non è vero. Apro soltanto gli occhi all'infinito di Dio". Il comandante del reparto comando e supporti tattici, tenente colonnello Marco Mele, ha invece dato lettura della motivazione con la quale, con decreto del Presidente della Repubblica dell' 8 novembre 2005, venne conferito al capitano Ficuciello la croce d'Onore "alla memoria".

"Ufficiale addetto alla Cellula Pubblica Informazione del contingente nazionale impegnato in missione a sostegno della martoriata popolazione irachena nell'ambito dell'operazione "Antica Babilonia" - così recita la motivazione -, coraggiosamente consapevole dei gravi rischi ai quali si esponeva, si prodigava per assolvere il proprio delicato incarico con fermezza di intenti, senso del dovere ed altissimo spirito di sacrificio. Il 12 novembre 2003, a seguito di improvviso attacco ad una installazione del contingente nazionale, veniva mortalmente investito dal devastante scoppio di un'ingente quantità di esplosivo, provocato proditoriamente da cellula terroristica suicida, sacrificando così la propria vita ai più sacri valori dell'amor di Patria e dell'onore militare".

Parole di rispetto e riconoscenza sono state espresse anche dal generale Portolano e dal generale di corpo d'armata Vincenzo Lops. "Ogni volta che entrerete in questa caserma e vedrete questa lapide - ha detto Lops -, alzate lo sguardo al cielo e, se credete, fate una preghiera. Fatela per un uomo che tutto ha dato e nulla ha mai chiesto in cambio. E fatela per la sua famiglia, così come per quelle di altri caduti. Per la loro dignità, il loro orgoglio e i loro grandissimi valori”.

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