Cavalcata Sarda, l'opposizione:
"Cronaca di un fallimento annunciato"

 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. La Cavalcata Sarda è stata rovinata da una precipitazione degna dei migliori mesi di novembre. Le tipiche bancarelle hanno dovuto sbaraccare anzitempo e dei 62 gruppi che avrebbero dovuto sfilare alla fine se ne sono visti solo 19. Di seguito pubblichiamo una lettera del capogruppo di opposizione, Antonello Desole, che esprime il suo pensiero sulla "cronaca di un fallimento annunciato".

Ancora una volta a pagare sono i sassaresi. Il completo fallimento di una manifestazione non soltanto cara alla città,  ma attesa per un intero anno anche dalle decine di paesi che ogni anno si impegnano economicamente e con sacrifici  per parteciparvi,  è da addebitare completamente al Sindaco di Sassari e allo staff che con lui ha collaborato. Per sua caratteristica la Cavalcata Sarda per una buona riuscita ha bisogno di due fattori irrinunciabili. Il primo è una buona organizzazione. Il numero dei partecipanti, i diversi gruppi, i cavalli e i carri coi quali  alcuni gruppi folkloristici sfilano, richiedono un notevole sforzo organizzativo, di programmazione e studio dei tempi e dei percorsi. Il secondo fattore, irrinunciabile come il primo, è quello climatico. Una manifestazione che si svolge completamente all'aperto, con grande dispiego di mezzi, auto, pullman, furgoni, l'indotto delle bancarelle e dei venditori ambulanti, i costi legati al montaggio di attrezzature mobili ma che comunque richiede lavoro e comportano spese,  fanno sì che le previsioni del tempo debbano essere tenute nel debito conto. Invece, ancora una volta, come già è successo quest'anno per la nevicata che ha paralizzato la città e causato enormi disagi ai cittadini, si è scelto di non  considerare attendibili i bollettini che, da qualunque fonte meteorologica provenissero davano per certa la previsione di una giornata piovosa, con oltre 30 mm di precipitazioni, ad iniziare dalle prime ore del mattino e per tutta la giornata. Non si è parlato d'altro nei giorni precedenti la Cavalcata Sarda che del pericolo flop legato alla pioggia.
Nel caso della nevicata che paralizzò Sassari per alcuni giorni l'attenuante fu che non era diramato un allarme dalla protezione civile. Qui non erano necessari allarmi ma una buona dose di buon senso ed un minimo di prudenza. Infatti nulla obbligava al rispetto di una data, da più parti si è sperato in un rinvio che naturalmente doveva essere dato prima che tutto il complesso meccanismo dei preparativi si mettesse in moto, ma nulla è successo ed allora solo la flebile speranza che le previsioni, peraltro per una volta sinistramente tutte concordi,  fossero errate ci separava dal fallimento al quale purtroppo abbiamo assistito impotenti.
Una sparuta e fugace comparsa di alcuni gruppi, già sotto la pioggia incalzante, un pubblico scarso e spaesato, infreddolito e bagnato, l'annullamento dell'attesa esibizione all'ippodromo, le graticole ed i bracieri per gli arrosti inondati e col carbone a galleggiare triste simbolo del naufragio della seconda più importante manifestazione della sassareseria.
Un minimo di prudenza e l' esperienza dei danni provocati dall'inosservanza delle previsioni del tempo in occasione della nevicata avrebbero evitato un simile danno.
Si danno. Danno economico per tuti coloro che si aspettavano di lavorare, per il commercio, per gli ambulanti, per coloro che hanno affrontato lunghi viaggi e fatiche senza neppure la soddisfazione di esibirsi compiutamente. Danno d'immagine per il nostro turismo che ha visto fallire un appuntamento importantissimo per scelte sbagliate dell'Amministrazione. Infine, ma senz'altro aspetto non meno importante degli altri, ai sassaresi è stata sottratta la possibilità di godere appieno di una giornata di festa, folklore e turismo. A ciò si aggiunga la beffa dei biglietti (credo pochi ) venduti, che una Amministrazione coerente dovrebbe rimborsare.
Ben misero il cosiddetto piano B che prevede giusto i balli folkloristici al coperto del Teatro Verdi in una città resa spettrale dalle vie deserte e dal maltempo.
Vien da pensare alle spese di pubblicità, alle brochure inutilizzate, ai costi sostenuti dai partecipanti ed alla loro cocente delusione. Speriamo, ma di questo siamo sicuri, che le vettovaglie ed i cibi acquistati per le arrostite trovino pronta e giusta collocazione nelle mense dei bisognosi.
Anche se abbiamo un unico precedente per motivi simili di modifica della data, risale al 1975 e fu scelta oculata che salvò la manifestazione,  la prossima domenica se compatibile con S.Rita, o la prossima ancora avrebbero dato certezza assoluta di riuscita. Così si è assistito ad un intollerabile spreco di danaro in un periodo di gravissima crisi di risorse economiche.
L'ennesima scelta sbagliata che penalizza, più degli altri, Sassari e i suoi cittadini.
Antonello Desole.
Capogruppo del Pdl ed i Consiglieri del Pdl

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