lo sciopero degli stranieri

Corteo nel centro storico della città
per difendere i diritti dei migranti

La manifestazione del primo marzo è stata una festa per rivendicare l'importanza del lavoro svolto dagli immigrati
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. “Vù vulà - agenzia viaggi clandestini”, così recitava la scritta sulla vecchia Fiat 500 bianca che ha aperto il corteo degli stranieri a Sassari il primo marzo. Dietro lo striscione “Un patto per l’integrazione?! Diritti costituzionali per tutti” c’erano centinaia di persone che hanno sfilato per i diritti di cittadinanza degli stranieri e contro il razzismo nella giornata di sciopero degli immigrati, il primo d’Italia. Sono partite alle 17 circa da Piazza Sant’Antonio per risalire, attraverso Corso Vittorio Emanuele, fino a Piazza d’Italia, dove c’è stato un lungo sit-in. A scendere in piazza soprattutto giovani uomini senegalesi, meno presenti, invece, le altre comunità che vivono e lavorano a Sassari. (FOTO).

Con loro e tra di loro molti cittadini comuni e i rappresentanti delle istituzioni tra cui il sindaco della città, Gianfranco Ganau, la presidente del Consiglio comunale Monica Spanedda, la presidente della Provincia, Alessandra Giudici, insieme ad alcuni assessori e altri consiglieri provinciali e comunali. Un serpentone colorato che ha attraversato il centro storico al ritmo dei tamburi e dei bonghi; numerosi striscioni e cartelloni apparivano in mano a ragazzi non solo stranieri: “L’antirazzismo non ha bisogno né di partiti né di religioni”, “Siamo tutti clandestini”. In tanti al braccio avevano un nastrino o un fiocco giallo, simbolo dell’iniziativa a livello europeo, nota sia in Francia dove da anni si ripete la Journéé sans immigrés, 24h sans nous e in Grecia. Sulle vetrine di molte attività di Corso Vittorio Emanuele, gestite sia da stranieri sia da sassaresi, era ben visibile la locandina che ha promosso lo sciopero e la manifestazione patrocinata dai sindacati e dalle associazioni cittadine legate al mondo del sociale. Poche invece le bandiere politiche presenti (Idv, Irs e Prc).

A fine giornata, a partire dalle 20,30, nella sala Sassu del Conservatorio l’ultimo appuntamento della giornata di sensibilizzazione: lo spettacolo “Strani frutti. Storie della pelle” dell’Associazione Laborintus. Maria Antonietta Azzu ha interpretato alcuni testi di autori illustri con un accompagnamento musicale.

L’iniziativa e il corteo sono stati promossi dalle associazioni: Acli, Acos, Antifascisti Sassaresi, Amico del Senegal Batti il cinque, Amnesty International, Arci, Associazione Enrico Berlinguer, Auser, Avass’en Gouro, Caritas Diocesana, Circolo Ilaria Alpi, Associazione La città di Ar, Collettiva_femminista Sassari, Dipartimento immigrati CGIL, Equomondo, Gruppo emergency Sassari, Laborintus, Legambiente, Liberamente, Libertaria, Marcia Verde Mediterranea, Noi donne 2005, Popolo viola, Yakaar.

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