Terremoto in Emilia: la solidarietà
viaggia sul web...e non solo

La testimonianza di un operaio di Bondeno (Ferrara)
di Valentina Guido
 (foto: http://www.ingv.it/primo-piano/comunicazione/2012/05200508/sequenza_29_5.jpg)
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SASSARI. Cosa fare quando dall'altra parte del mare succede il finimondo? Anche i sardi vogliono dare un contributo a chi soffre, e internet è un buon modo per dare una mano anche a distanza. In caso di catastrofi naturali, infatti, la circolazione delle informazioni è una manna dal cielo, soprattutto perché molti collegamenti telefonici sono saltati, e per questo motivo è consigliabile lasciare aperte le connessioni delle reti wi-fi per agevolare le comunicazioni.

Sul social network Facebook si apprende che l'Hotel Sporting di Campagnola Emilia, in provincia di Reggio Emilia, mette a disposizione camere gratuite per gli sfollati. Dietro quest'iniziativa meritevole c'è un sardo, Walter Busia, originario di Nuoro, e il suo socio Michele Brioni. “La notizia è vera- dichiara quest'ultimo, raggiunto al telefono da SassariNotizie- Abbiamo ancora 5 camere disponibili. Per il momento sono arrivate due richieste: stiamo aspettando un ragazzo pakistano da Reggiolo e un signore di Ferrara. Non hanno avuto l'agibiltà per le proprie abitazioni”. La corsa alla solidarietà è cominciata con il sisma del 20 maggio: “In quell'occasione è venuta a stare da noi una famiglia di Novi di Modena. Non ci hanno detto subito il motivo della loro visita. Come abbiamo saputo che stavano fuggendo dal terremoto, abbiamo applicato un prezzo di favore. E oggi, visto che l'emergenza continua, abbiamo deciso di dare ospitalità gratuita. Solo mezz'ora fa c'è stata un'altra scossa (ore 13.30, ndr)”. Per informazioni telefonare ai numeri 052275484 e 3923556690.

La situazione è veramente drammatica, e le conseguenze del sisma non si limiteranno alla sola Emilia Romagna. Nelle zone raggiunte dal terremoto infatti lavorano aziende altamente qualificate che contribuiscono in modo decisivo all'economia nazionale. E' il caso di Mirandola, dove hanno sede imprese impegnate nelle produzioni elettromedicali. Qui si producono gli apparecchi e i tubi per la dialisi: dispositivi salvavita che non possono certo sparire dall'oggi al domani. Per farsi un'idea del dramma, SassariNotizie ha raggiunto al telefono Francesco Lupi, operaio e sindacalista presso la ditta Pecoprest di Sant'Agostino. Un'azienda con 200 dipendenti che lavora nella pressofusione soprattutto nel settore automobilistico, e rifornisce Audi, Volkswagen, Ducati, Cadillac e altri colossi di questo calibro. “Nel terremoto del 20 maggio abbiamo perso un operaio: un uomo di Napoli che tra un anno sarebbe andato in pensione- racconta Francesco Lupi pur tra le difficoltà del collegamento telefonico- Non sappiamo cosa succederà, quando e se l'attività riprenderà. Stamattina eravamo a Ferrara per una riunione sindacale, ma alle 9 la terra ha tremato, i cellulari hanno smesso di funzionare e siamo scappati. Lavoriamo per una grossa azienda sì, ma vorrei sottolineare che quelli che si fanno male e muoiono alla fine sono sempre immigrati e stranieri. Ora sono a Bondeno perché vivo qui (provincia di Ferrara, ndr). Anche qui la situazione è drammatica: tutte le chiese sono state lesionate, molti capannoni agricoli e case coloniche sono crollate, con conseguenze incalcolabili per l'agricoltura”. Bondeno, Sant'Agostino, Mirandola: nomi fino all'altro ieri sconosciuti e lontani, oggi drammaticamente vicini. Anche a Sassari.
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