Rivolta dei commercianti a Sassari
Folla infuriata sotto Palazzo Ducale

di Valentina Guido
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Chi si aspettava un evento in tono minore si è dovuto ricredere. Perché alla serrata dei commercianti stamattina dalle 10 alle 11 hanno aderito praticamente tutti i negozi dell'Area Blu: piazza d'Italia, i portici Crispo, via Brigata Sassari, piazza Azuni, corso Vittorio Emanuele. Ma anche in via Roma, via Mazzini e viale Italia molte serrande erano abbassate, un po' per solidarietà, e un po' perché- dicono- gli effetti della Zona a traffico limitato si ripercuotono anche ai margini: “Il passaggio d'auto è diminuito e anche noi soffriamo”, dichiara il titolare di un'edicola posizionata alla fine di via Roma, vicino a viale Italia.

La conferma dell'altissima adesione alla protesta orchestrata dalla Confcommercio si è avuta in piazza del Comune, presa d'assalto da una folla arrabbiatissima, armata di fischietti e cartelli: “Una fontana non fa Ztl”, si legge, e poi: “Zona a traffico limitato...ai clienti” . C'è anche un palchetto con tanto di microfono e una torta tricolore dedicata ai 7 anni dall'inizio dei lavori al Mercato Civico. Le candeline le spegne Alberto Cossu, presidente provinciale di Confcommercio, e alla fine il dolce viene consegnato al capo di gabinetto del sindaco. Come dire: l'amministrazione comunale sta chiedendo dei sacrifici, ma in cambio cosa dà? “Fioriere posticce, una fontana vuota, e un'opera incompiuta, il Mercato, di cui oggi festeggiamo l'apertura del cantiere. Da quando sono iniziati i lavori, 72 imprenditori hanno dovuto chiudere”. Così parla Carlo Colombino, e tutta la piazza lo applaude più volte. “Siamo qui sotto Palazzo Ducale per chiedere all'amministrazione comunale se davvero se la sente di prendersi la grande responsabilità di mettere a rischio migliaia di posti di lavoro e tutta questa economia che, nel cuore della città, costruiamo noi, non i grandi centri commerciali che portano i loro profitti altrove”.

Il primo cittadino avrebbe dovuto incontrare il ministro Fabrizio Barca, ma quest'ultimo è partito dalla Sardegna ieri sera a causa di un lutto familiare. Nonostante il cambio di programma, il sindaco oggi non è disponibile e dunque la resa dei conti è in programma per domani: alle 15.30 una rappresentanza dei commercianti sarà ricevuta da Gianfranco Ganau, nella speranza di costituire un tavolo permanente sul commercio. “Gli presenteremo i sei punti della nostra proposta- dichiara Colombino- Non siamo contro la Ztl in assoluto, ma contro questa in particolare. Così è troppo estesa: occorre rendere percorribili via Brigata Sassari, via Cagliari e via Politeama per non tagliare in due la città. Poi, chiediamo la chiusura solo negli orari 10-13 e 16.30-19.30, in modo da rendere la Ztl meno oppressiva; invertire il senso di marcia in viale Italia che così com'è invita ad uscire dalla città; e fare di tutto per concludere i lavori al Mercato Civico”. 

Ma a chi gioverebbe introdurre quegli orari? “Prima di tutto ai ristoranti e ai bar, che a Sassari sono tantissimi- continua Colombino- Potrebbero recuperare clienti all'ora di pranzo e di cena”. Il ristorante San Martino in via Enrico Costa, uno dei più quotati a Sassari, conferma le difficoltà: “Da quando c'è la Ztl, il mio fatturato è diminuito del 60 per cento- afferma il titolare- E capita spesso che i miei clienti arrivino in grande ritardo perché non riescono a trovare parcheggio. Tra l'altro quello dell'emiciclo è molto scomodo. L'anno scorso si era provato a chiudere alcune strade proprio a quelle ore, e andava benissimo”. Anche la profumeria Spano in via Turritana lamenta un calo del 30 per cento del fatturato, ma la titolare ci tiene soprattutto a sottolineare un altro aspetto, quello della sicurezza: “Mia figlia ha 18 anni, e l'altra sera mi ha detto di aver avuto paura per la prima volta. Perché in giro è un deserto, un cimitero, non c'è nessuno. E la delinquenza aumenta”.

La partecipazione è imponente, come testimonia il video realizzato da SassariNotizie. Ma proprio per la grande adesione di negozi anche al di fuori dell'Area Blu, viene da chiedersi se la sofferenza non venga in realtà da lontano, cioè dalla crisi economica globale, e ancor di più dalla strana politica di questa città, terra di conquista dei centri commerciali.
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