Un cortometraggio in sole 48 ore
Filmaker sardo vince la sfida
Il team ha battuto la prestigiosa scuola Holden di Torino
di Francesco Bellu
SASSARI. Quarantott'ore. Come nel film di Walter Hill, solo che non c'è da catturare un pericoloso criminale ma portare a termine un cortometraggio. Facile? Tutt'altro. Ma Michele Fenu, 27 anni, filmaker di San Vero Milis da un paio di anni trapiantato a Torino, è riuscito con la sua squadra a mettersi in tasca gli avversari di una scuola di cinema blasonata come la "Holden" di Torino e a vincere "Tutto in 48 ore", il talent show andato in onda ieri sera alle 22,15 su Rai5. Condotto da Cecilia Dazzi e Claudio Guerrini, il format televisivo è un adattamento del concorso internazionale “The 48 Hour Film Project”: un duello a base di corti di 7 minuti massimo da realizzare in due giorni con vincoli editoriali e produttivi estratti a sorte.
Ogni puntata tocca una città diversa: Roma, Viterbo, Genova, Torino, Mantova, Senigallia, Vieste, Ischia, Reggio Calabria, Agrigento e una finalissima in cui si tornerà nella Capitale. Il vincitore, scelto direttamente dal pubblico, potrà così partecipare alla finale mondiale di “The 48 Film Hour Film Project”, al prossimo Festival di Cannes nella sezione “Short Film Corner" e il suo prossimo lavoro verrà prodotto sotto l'etichetta di Rai cinema. Il talent tv internazionale vanta 13mila cortometraggi realizzati, 218mila partecipanti, 1.330 ore di prodotto finito, 100 città ospitanti in 6 continenti, 40 generi cinematografici. Tanti i nomi celebri che hanno partecipato in Italia, in qualità di giudici, partner o testimonial, come Nicola Piovani, Fausto Brizzi, Roberto Faenza, Gian Luigi Rondi, Carlo Freccero, Marco Risi, Alessandro Valori, Curzio Maltese. Il progetto è sostenuto, tra gli altri, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma, La Sapienza e la Scuola Internazionale di Cinema.
Parte della squadra di Michele che ha girato il corto, intitolato "L'ultimo chiuda la porta" era composta da un mix tra sardi e non: Silvio Farina come aiuto regista, Silvia Capitta al montaggio, Alessandra Atzori, produzione, Valeria Andreotti, per la continuity. Fabio Valle, Matteo Visconti, Cristiano Testa hanno curato la sceneggiatura, Carmine Pellegrino e Alessandro Paci la fotografia, Ludovica di Benedetto si è occupata di costumi e scenografie, Emily Tenga al trucco, mentre Roberto Casesi ha fatto da fonico, sound design e ha scritto le musiche. «La fase più delicata è stata sicuramente quella di stesura del soggetto perché è da quella che dipende tutto il resto. - ha raccontato Michele Fenu - Senza una buona idea non si fa un bel lavoro. Scrivere un film muto si è poi rivelato essere molto più complicato di quel che avevamo in mente, e dopo diverse ore non eravamo ancora arrivati ad un'idea definitiva. A questa fase abbiamo dedicato tutte le prime 12 ore e abbiamo proseguito per le successive 36 senza sosta per completare il corto». Michele aveva già partecipato alla puntata registrata a Roma ed era stato ricontatto dalla produzione per la tappa torinese. Vincere contro il team della Holden è stata una bella soddisfazione: «Avevano dalla loro dei curriculum superiori ai nostri, - continua Michele Fenu - ma non ci sono ricette per fare dei buoni film. Noi abbiamo lavorato come una squadra compatta, ci siamo divertiti ed è stata una bellissima esperienza , e credo che questo in qualche modo trapeli dall'umore del corto che è venuto fuori».
In attesa di vedere come andrà a finire per la finale italiana, Michele Fenu non è rimasto con le mani in mano. Per il futuro sta lavorando ad una serie di spot legati a tematiche ambientali, ma il progetto è ancora in fase embrionale ed è prematuro dire di più. L'ultimo lavoro da regista è stato "La luna sotto la quercia" una via di mezzo tra uno spettacolo teatrale e un film, con musiche eseguite dal vivo e reading di racconti. Tutto era iniziato a Sassari grazie a un workshop sul cinema organizzato dalla New York Accademy, poi nel 2006 è arrivato il trasferimento a Roma per studiare fotografia cinematografica e animazione stop-motion. Qui ha cominciato a partecipare ai primi set e girare i primi cortometraggi e ad occuparsi di Motion Graphics, attività che lo ha portato a Torino all'inizio del 2009. Oltre a questi due lavori, ora coordina la community degli IOMA, il premio online del cinema assegnato dal pubblico italiano (www.ioma.it).
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