Pensioni, insegnanti contro la riforma: maxi ricorso della Cisl

di Valentina Guido
Un'aula scolastica (foto: SassariNotizie.com)
Un'aula scolastica (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Sono a un passo dalla pensione ma non possono andare a riposo. Sarebbe più corretto dire che erano a un passo dalla pensione: con le nuove regole del ministro Elsa Fornero, infatti, rimarranno ancora in servizio. Sono migliaia di lavoratori che possono essere quasi definiti “esodati di secondo livello”. Gli insegnanti però non ci stanno, e in molte province d'Italia hanno deciso di fare ricorso. Sassari non fa eccezione. E così per venerdì 22 giugno alle 18 in via IV Novembre 53, la Cisl scuola Sassari ha organizzato un incontro con gli avvocati del sindacato per illustrare le condizioni del ricorso. Proprio così: “Per rispondere alle tantissime sollecitazioni del personale della scuola, abbiamo predisposto un ricorso al Giudice del lavoro contro la nuova legge che impedisce di andare in pensione a quota 96: numero ottenuto dalla somma tra età anagrafica e anzianità contributiva. Ormai non vale più”. Parla Maria Giovanna Oggiano, segretaria provinciale Cisl scuola Sassari.

“Ci sono maestre e maestri che hanno superato i 40 anni di contributi perché un tempo si iniziava prestissimo, a 19-20 anni. Sono persone che avevano presentato domanda per andare in pensione dal 1° settembre, ma hanno ricevuto un rifiuto. Persone che avevano organizzato la propria vita in un altro modo e hanno dovuto cambiare programma. Si tratta di un lavoro che si fa a contatto con ragazzi e bambini, e per il quale è richiesto un aggiornamento tecnologico costante e sempre più difficile man mano che l'età avanza. Abbiamo studiato la situazione e deciso di impugnare il rigetto delle domande di pensione. L'obiettivo è far dichiarare incostituzionale la nuova legge”. Le normative di riferimento sono la legge “Salva Italia” (n. 214 del 22 dicembre 2011) e la legge 14 del 24 febbraio 2012. Da questo punto di vista, si può parlare di un ricorso pilota a livello nazionale. “Stiamo aspettando il decreto Sviluppo- continua Maria Giovanna Oggiano- Infatti, sembra che ci sia la possibilità di uno scivolo per i pensionati del settore pubblico. I 60enni, da quel che si è capito, potranno andare in pensione prima percependo l'80 per cento della pensione per il restante periodo nel quale, secondo le nuove regola, avrebbero dovuto lavorare”. E dopo? “Il dopo è ancora un punto interrogativo. Nessuno lo sa. Bisogna aspettare l'approvazione definitiva e i decreti attuativi”.

A questo ricorso gli avvocati della Cisl stanno lavorando da mesi. “Bisogna agire con prudenza, perché le regole son cambiate e far valere i propri diritti per i lavoratori è sempre più difficile- dichiara Oggiano- Si rischia di dover pagare le spese legali: oltre al danno la beffa”. Da qui l'esigenza di organizzare un incontro per chiarire come stanno le cose. Possono partecipare tutti gli interessati, non solo gli iscritti al sindacato.

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