Porto Torres, la proposta che divide:
«Tassa di sbarco da 1,5 euro»

di Michele Spanu
 (foto: Ufficio stampa Comune di Porto Torres)
(foto: Ufficio stampa Comune di Porto Torres)

PORTO TORRES. I turisti che sbarcano a Porto Torres dovranno versare un'imposta di 1 euro e 50 centesimi. È questa la proposta che il sindaco Beniamino Scarpa presenterà nei prossimi giorni davanti al Consiglio comunale. La bozza della delibera consiliare, insieme al regolamento, è stata inviata nei giorni scorsi alle caselle postali elettroniche dei consiglieri di Porto Torres. Secondo il testo, la tassa di sbarco dovrà essere pagata da tutti i non residenti, a eccezione di coloro che a Porto Torres possiedono una seconda casa e che versano l'Imu nelle casse del comune turritano. L'imposta comunale dovrà essere riscossa dagli operatori dei trasporti e dovrà essere pagata anche da chi sbarca nel porto industriale. Il tributo non nasce da una presa di posizione del Comune turritano ma è prevista dalla normativa che regola l'Ancim, l'Associazione dei Comuni delle isole minori: un organo che rappresente 36 Comuni di tutta Italia tra cui Porto Torres che ne fa parte perché sul proprio territorio insiste l'isola dell'Asinara. Tra i Comuni sardi che aderiscono all'Ancim La Maddalena ha già dato il suo ok. Ma a Porto Torres, a causa dell'altissimo numero di sbarchi durante l'estate, non tutti sono favorevoli al provvedimento, considerato dagli scettici come un ulteriore deterrente al turismo che arriva in tempi non facili per l'economia. Nella giunta Scarpa ovviamente non la pensano così: l'imposta, nelle intenzioni degli amministratori di Porto Torres, dovrebbe consentire di finanziare interventi in materia di turismo, di fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali nonché nella gestione dei relativi servizi pubblici.

 

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