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Ma al veterinario chi glielo fa fare?

di Grazia Sini
Il pitbull è una delle razze presente nella ex black list (foto: Wikipedia Commons)
Il pitbull è una delle razze presente nella ex black list (foto: Wikipedia Commons)

SASSARI. Patentini per i padroni dei cani, corsi di formazione per i veterinari. Dietro l'ordinanza di un anno fa del ministero della Salute, c'è tutta una serie di passaggi burocratici, corsi per tutti, full immersion, libri e appunti.

Chi terrà le lezioni ai padroni "rimandati" saranno infatti gli stessi veterinari, che a loro volta si sono ritrovati seduti dietro i banchi per dodici ore di fila, per imparare le "linee guida dei corsi per proprietari di cani impegnativi".

«L'iniziativa è buona, come base, ma dietro ha una serie di problemi che devono essere risolti» spiega Andrea Sarria, presidente dell'Ordine dei veterinari delle province di Sassari e Olbia-Tempio.

«Tanto per cominciare quando mai un veterinario di uno studio privato denuncia un suo cliente, come è invece previsto dalla norma?» continua Sarria. «In primo luogo chi maltratta un animale o peggio lo usa per i combattimenti certo non è uno stinco di Santo. E al veterinario poi chi lo difende? Dopo la denuncia dovrà aspettarsi per forza qualche sorpresa all'auto, all'ambulatorio o chissà a che altro». E ancora: «La Sardegna resta un'isola felice, per il momento non si è sviluppato il business delle scommesse sulle lotte tra cani. Ma qualche caso isolato c'è. E il veterinario che si trova davanti a una situazione simile cosa può fare? Siamo sicuri poi che il signore in questione si presenti ai corsi, a seguire lezioni di fisiologia e psicologia canina?».

Il corso, di dieci ore, è per due terzi teorico e per uno pratico. E i costi? «Circa 150 euro. In altri Comuni italiani le amministrazioni se ne sono fatte carico. L'Assessorato competente a Sassari non ci ha ancora dato risposte in merito. Speriamo che anche questo argomento non venga usato durante la campagna elettorale». E quando partiranno? «Ancora non si sa la data. Teoricamente i veterinari dovranno segnalare i casi. Quando ce ne sarà un numero "congruo" allora il corso potrà partire».

Ma se è già difficile che i veterinari denuncino i clienti, ancora più difficile sarà obbligarli a seguire il corso e, soprattutto, chi glielo dirà ai bocciati di tornare a casa senza patentino?

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