Febbre del Nilo, continuano gli esami
Izs e Asl di Olbia insieme contro il virus

 (foto: Alessandra Melis)
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BADESI. Cresce il livello di sorveglianza dopo il caso di West Nile Disease (WND) accertato i giorni scorsi dall'Istituto Zooprofilattico della Sardegna su un cavallo a Badesi. Ieri mattina i tecnici dell'Izs, insieme ai veterinari della Asl di Olbia, hanno partecipato a un sopralluogo nell'azienda di Badesi risultata positiva e hanno raccolto nuovi campioni e posizionato nuove trappole per il controllo delle zanzare.

I veterinari della Asl 2 hanno eseguito prelievi di sangue su altri cavalli e consegnato i campioni ai laboratori dell'Istituto Zooprofilattico per le analisi. «I controlli serviranno per verificare se anche altri cavalli sono entrati a contatto con il virus della febbre del Nilo occidentale» dice il direttore dell'Istituto Zooprofilattico, Antonello Usai. Al sopralluogo nell'azienda di Badesi ha preso parte il referente dell'Izs per la sorveglianza entomologica della West Nile disease, Giuseppe Satta, che ha posizionato nuove trappole per la cattura delle zanzare. «Abbiamo già dato il via alle analisi per isolare il ceppo virale degli insetti catturati nella zona – conclude il direttore generale dell'IZS - così da identificare il tipo di virus e capire se si tratta dello stesso lineage che circolava in Sardegna l'anno scorso».

Sempre in mattinata c'è stato un vertice tra i veterinari della Asl di Olbia, il sindaco di Badesi, Toni Stangoni, Giuseppe Satta responsabile del settore Sorveglianza Entomologica della West Nile dell’Istituto Zooprofilatico di Sassari e Bruno Finà del Servizio Igiene e profilassi ambientale della Provincia di Olbia-Tempio: durante il vertice sono state stabilite le procedure da adottare nelle prossime settimane. In primis l’adozione di due ordinanze emesse dal sindaco, per il controllo del territorio e dei cavalli, in seguito la bonifica delle aree umide.

“Non bisogna allarmarsi – spiega il veterinario della Asl di Olbia, Domenico Bacciu - la cosiddetta febbre del Nilo occidentale è una zoonosi,  provocata dal West Nile virus (Wnv). I suoi serbatoi, cioè gli animali che possono trasportare il virus, sono soprattutto gli uccelli selvatici e le zanzare, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione, per questo abbiamo consigliato all’amministrazione comunale e a quella provinciale, di porre in essere una serie di misure di lotta e prevenzione, volte all’eliminazione delle zanzare, unico vettore di trasmissione della malattia, che ricordiamo non si trasmette da uomo e uomo o da cavallo a uomo”.

 

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