Terremoto, nel week end parte
l'operazione "Salva Grana Padano"

 (foto: Facebook)
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SASSARI. Parte questo sabato l'operazione “Salva Grana padano” dei territori colpiti dal sisma con la vendita del formaggio emiliano nel punto vendita Bottega di Campagna Amica in via Marsiglia 61. Il prodotto verrà venduto a partire dalle 8 del mattino sino a esaurimento scorte. L'iniziativa, organizzata da Coldiretti della Sardegna, è stata organizzata per sostenere le aziende emiliane e lombarde analogamente ad altre regioni italiane.

Gli agricoltori della Coldiretti si sono, insomma, rimboccati le maniche per cercare di far ripartire l'economia e l'occupazione dei territori colpiti dove si produce circa il 10 per cento dell’agroalimentare nazionale. Con ben 13 magazzini lesionati e quasi un milione di forme crollate a terra, acquistare Grana Padano e Parmigiano Reggiano significa - spiega la Coldiretti Sassari - liberare spazio per la nuova produzione ottenuta dal latte raccolto nelle stalle dove la mungitura non può essere fermata. Il rischio è che in mancanza di strutture idonee alla conservazione, il caldo possa danneggiare altre forme in fase di stagionatura che non potrebbero essere così più essere destinate a parmigiano reggiano o grana padano, con gravi perdite economiche ed occupazionali. Il prodotto “salvato” dai magazzini lesionati va estratto dalle “scalere” accartocciate, verificato qualitativamente e poi trasferito in opportuni locali prima di poter essere posto in vendita. Un lavoro difficile che va svolto in sicurezza e che richiede tempo per soddisfare tutte le offerte di aiuto.
L’operazione “salva aziende” - sostiene la Coldiretti - è stata accolta da una grande solidarietà in Italia e all’estero con singoli cittadini, gruppi di acquisto (Gas) e aziende che si sono dimostrate disponibili ad acquistare i due prestigiosi formaggi italiani provenienti dai territorio colpiti dal sisma.

«Acquistare prodotti agricoli ed alimentari provenienti dalle zone terremotate è infatti il mezzo più semplice per assicurare da parte dei cittadini un aiuto immediato il sistema agroalimentare del territorio colpito dal sisma. Una rete di aziende legate all’agricoltura e ai suoi prodotti tipici, dal parmigiano al grana, dall’aceto balsamico tradizionale alle pere tipiche, la cui produzione - sottolinea la Coldiretti - non si può fermare perché le mucche mangiano e devono essere munte tutti i giorni e più volte al giorno, ma che non può neanche essere delocalizzato perché deve avvenire per legge nel territorio delimitato dai disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea».
 
Con una stima di 150 milioni di euro di danni il sistema del Parmigiano Reggiano è in cima alla triste classifica dei prodotti più danneggiati dal sisma seguito da vicino dal Grana Padano che accusa un colpo da 70 milioni di euro e dall’aceto balsamico che conta perdite per 15 milioni di euro, ma difficoltà si registrano in tutta la filiera agroalimentare dai fiori alla frutta anche se per fortuna - riferisce la Coldiretti - è ripartita la distribuzione di acqua per irrigazione in decine di migliaia di ettari di terreno coltivato grazie all’azione dei Consorzi di bonifica. Sono a rischio 8mila posti di lavoro nell’agroalimentare a causa del sisma che ha danneggiato imprese agricole, stalle e strutture di trasformazione agroindustriali ma anche macchinari per la raccolta e trebbiatura e gli impianti di irrigazione che garantiscono l’acqua a centotrentamila ettari di terreno coltivati a ortofrutta, viticoltura, riso e seminativi.

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