Ecco i numeri della "sforbiciata"
agli stipendi dei consiglieri regionali

di Michele Spanu
 (foto: Alessandro Garau)
(foto: Alessandro Garau)

CAGLIARI. Riduzione di un quinto della diaria, di circa un terzo delle indennità di carica, di circa un terzo delle spese di segreteria e di un quinto del contributo ai gruppi consiliari. Sono questi i numeri della "sforbiciata" decisa ieri dalla presidenza del consiglio regionale alle buste paga degli onorevoli sardi: un taglio che porterà a un risparmio di tre milioni di euro l'anno nelle casse pubbliche. In base alla prime stime, dal mese prossimo quindi gli inquilini del palazzo di via Roma avranno 2038 euro netti in meno se residenti a Cagliari, mentre quelli fuori sede subiranno un taglio leggermente superiore: 2.128 euro al mese. Il taglio complessivo nel corso dell'attuale legislatura ammonta dunque a 2.695 euro netti per i residenti e a 2936 euro netti per i non residenti. Rispetto alla precedente legislatura il taglio è ancora più cospicuo: 3.404 euro netti per i residenti e 3.645 euro netti per i non residenti. Sono cifre che rinfrancano dopo la contestata norma approvata lo scorso giugno in seduta notturna che aveva ripristinato in un colpo solo tutte le indennità (circa 9 mila euro al mese) in barba ai risultati del referendum del 6 maggio.

IL COMUNICATO. In una nota stampa la presidenza si toglie qualche sassolino della scarpa. "Se il Corriere della Sera e il Sole 24 ore del luglio 2011 potevano titolare che i consiglieri regionali sardi erano "i più costosi d'Italia" (resta il dubbio che siano stati i più sinceri) - si legge in una nota - la situazione oggi è radicalmente cambiata e i nuovi tagli appena decisi portano i consiglieri regionali sardi nelle parti più basse della classifica, con indennità al di sotto della media nazionale. D'altronde, non è la prima volta che il consiglio regionale interviene per ridurre i costi della politica più strettamente legati alle prerogative dei consiglieri. Gli interventi odierni si sommano, infatti, alla proposta di legge per la riduzione del numero dei consiglieri da 80 a 60; all'eliminazione del vitalizio; all'eliminazione dell'indennità di missione; all'eliminazione dei biglietti viaggio in favore dei consiglieri regionali e dei loro familiari; all'eliminazione delle spese funerarie; alla riduzione dell'indennità di reinserimento dei consiglieri che è stata portata da un massimo di 12 mensilità dell'indennità consiliare, pari a 112.354,92 euro, a un massimo di 5 mensilità, pari a 46.814,55, per ogni quinquennio di legislatura; all'aumento della percentuale di contribuzione richiesta per ottenere il vitalizio (dall' 8,6% al 15%) che ha consentito l'eliminazione del contributo straordinario di 1.000.000 di euro a carico del consiglio per incrementare il fondo ed, infine, alla restrizione dei casi in cui è possibile godere della reversibilità del vitalizio e previsione di una ulteriore contribuzione a carico del consigliere per l'ottenimento della stessa reversibilità".

 

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