l'intervista

In città la mostra internazionale
"Scream- stop al lavoro minorile"

Nel mondo ci sono 200 milioni di piccoli schiavi. Di questi, 126 si trovano nelle condizioni definite "peggiori" dalle Nazioni Unite
di Valentina Guido
 (foto: Dal sito 12to12.org, di Charoensiri Jariya)
(foto: Dal sito 12to12.org, di Charoensiri Jariya)

SASSARI. Si ferma a Sassari per tre giorni la mostra mondiale itinerante “Scream - Stop al lavoro minorile”, promossa dall’Ilo (International labour organization), l’agenzia delle Nazioni Unite che ha il compito di favorire il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà e uguaglianza per uomini e donne. Si potrà visitare dal 7 al 9 aprile, dalle 9 alle 16, nei locali del Circolo ufficiali della caserma La Marmora, in Piazza Castello. Saranno esposti i disegni con cui i bambini di tutto il mondo hanno descritto l’orrore dello sfruttamento minorile. Dopo esser stata a Ginevra e a Roma (a Palazzo Chigi, in Campidoglio e al Vittoriano), la mostra itinerante sarà in città grazie all’impegno del Soroptimist International Club di Sassari (FOTO).

Dieci anni fa entrava in vigore la Convenzione 182 per l’eliminazione delle forme peggiori di lavoro minorile. Nel 1989 l’Assemblea generale dell’Onu adottava la Dichiarazione dei diritti del fanciullo. Siamo arrivati a Pasqua 2010, e la domanda è: da allora che cosa è cambiato?

Risponde Maria Gabriella Lay, responsabile della Campagna globale per l’eliminazione dello sfruttamento del lavoro minorile promossa dall’Ilo. Oggi vive e lavora a Ginevra, ma è originaria della Sardegna e non vede l’ora di ritornare sull'Isola. Maria Gabriella Lay sarà a Sassari il 7 aprile per l’inaugurazione della mostra, prevista per le 11.

Quali sono i programmi dell’Ilo per affermare i diritti dell’infanzia?

Nelle aree in via di sviluppo abbiamo dei programmi finalizzati a combattere la povertà e l’ignoranza, che sono concause dello sfruttamento. Ma i Paesi industrializzati devono capire che se non sono parte della soluzione, sono parte del problema: lo sfruttamento dei bambini per la prostituzione, la pornografia e lo spaccio di droga sono crimini che purtroppo vengono commessi ovunque. Dobbiamo riflettere anche sul singolo cioccolatino e sulle uova di Pasqua: ci pensiamo mai a chi ha lavorato nelle piantagioni di cacao? E che dire del tabacco che fumiamo e del caffè che beviamo? È una piaga che riguarda tutta l’agricoltura: in Africa i bambini lavorano decine di ore al giorno per procurare alle industrie le materie prime.

Quando è partita la campagna Scream (Supporting Children’s rights through education- sostenere i diritti dei bambini attraverso l’educazione)?

Nel 2002. Come dice il nome, è una campagna che punta a far leva sui giovani, più sensibili verso certe tematiche rispetto agli adulti, troppo conformisti e presi dal turbinio del potere. Al progetto collabora il Ministero dell’Istruzione perché vogliamo coinvolgere le scuole: la prima esperienza con alcuni istituti toscani è stata eccellente. Per non parlare del lavoro svolto dagli allievi di Romagnano Sesia e Bergamo.

E le scuole sarde hanno mai recepito i vostri inviti?

Hanno dimostrato interesse alcuni istituti in provincia di Cagliari. La provincia di Sassari invece, finora, è stata molto tiepida. Ma l’importante è che gli insegnanti capiscano che Scream non è un progetto, è un metodo che consiste nell’incoraggiare la creatività dei giovani per sollecitare riflessioni sui diritti umani. Approfitto dell’intervista per segnalare a tutti gli insegnanti che su internet vengono proposte delle attività da far fare agli allievi in classe.

Dove andrà la mostra dopo aver lasciato Sassari?

Sarà all’Aia, in Olanda, il 10 e l’ 11 maggio per la Conferenza globale sul lavoro minorile. Dieci disegni della mostra sono stati selezionati dall’Onu per altrettante emissioni filateliche speciali.

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