L'Università prepara una nuova sfida
e rispolvera la Scuola di Giornalismo

di Daniele Giola

SASSARI. Un anno dopo la clamorosa sospensione, l'Università di Sassari ci riprova. Nei giorni scorsi il rettore Attilio Mastino ha conferito, attraverso la firma di una delega, il non facile compito al professor Virgilio Mura di riattivare la Scuola di Giornalismo di Sassari, l'unica in Sardegna riconosciuta dall'Ordine nazionale dei giornalisti per la formazione di nuovi professionisti.

Chiusa per carenze didattico-amministrative segnalate in un esposto dagli allievi del biennio 2009-2011 e verificate da una commissione nominata dall'Ordine nazionale dei giornalisti, la prestigiosa e costosa scuola potrebbe riaprire a novembre. "Faremo di tutto - ha sottolineato Mura - per superare i diversi ostacoli, rinegoziare positivamente con l'Ordine un nuovo accordo e riaprire la scuola entro l'anno, magari a novembre. Il problema principale, al momento, riguarda i locali dove svolgere le attività e sistemare le varie attrezzature. Al vaglio ci sono diverse ipotesi, la più plausibile è quella di trasferire la scuola da Viale Umberto (dove si pagava un affitto) ai locali del Quadrilatero in viale Mancini".

Poco o nulla si può dire su quando verrà pubblicato il bando, sui costi, sul numero degli allievi che saranno ammessi (in passato sono stati intorno ai trenta) e sugli eventuali docenti che verranno chiamati alla causa. "Entro luglio risolveremo il problema della sede - continua Mura - poi, naturalmente, provvederemo a definire ogni dettaglio". Sulla scuola che verrà, sempre che la richiesta dell'Università vada in porto, potrebbero pesare - in termini di pregiudizi - le segnalazioni degli allievi riguardanti lo scarso impegno dei docenti e l'assenza delle grandi firme del giornalismo, annunciate e mai viste, così come il fardello di un cartellino rosso sventolato senza mezze misure dal presidente dell'Ordine, Enzo Iacopino. "In realtà - precisa Mura - l'Ordine dei Giornalisti ha contestato solo la mancata consegna dei programmi didattici. E' stato un biennio travagliato, vero, è mancato un po' il supporto amministrativo e le borse di studio sono state consegnate con ritardo, ma tutti gli allievi, tutti tranne uno, sono poi diventati professionisti".

Dopo un anno di pausa, i presupposti per rilanciare la scuola sembrano esserci. Così come l'impegno dell'Università. Resta da vedere cosa ne pensa l'Ordine, ma anche e soprattutto capire quanto una scuola di giornalismo, anche prestigiosa, possa risultare utile considerando la grave crisi che attanaglia il mondo dell'editoria. In poche parole: Dopo aver speso un cifra vicino ai 10mila euro per frequentarla, ci saranno concrete possibilità di trovare lavoro? "Il nostro obiettivo - ha detto il rettore Attilio Mastino - è quello di rilanciare la scuola e di collaborare attivamente sia con l'Ordine dei Giornalisti, sia con le diverse realtà economiche del nostro territorio. E si farà in modo che i futuri giornalisti possano avere una marcia in più da spendere nel mercato".

 

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