Regione, rischio elezioni anticipate
L'Udc: «Pronti a staccare la spina»

di Michele Spanu
Il leader regionale dell'Udc, Giorgio Oppi (foto: Facebook.com)
Il leader regionale dell'Udc, Giorgio Oppi (foto: Facebook.com)

CAGLIARI. Ugo Cappellacci rischia di chiudere la sua esperienza politica con un anno di anticipo rispetto alla previsioni. Il principale partito che sostiene la giunta di centrodestra, l'Udc, ha detto infatti di essere pronto a staccare la spina per arrivare ad elezioni anticipate nel 2013, contestualmente a quelle nazionali. La nuova linea del partito di centro è stata espressa direttamente dal segretario regionale Giorgio Oppi al termine del terzo congresso regionale ieri a Cagliari. Non è ancora chiaro il quadro delle alleanze. "Le scelte in campo nazionale - ha detto - non potranno non incidere nei disegni della Sardegna: quello che sarà a Roma sarà a Cagliari. In questi anni di governo non sono mancati i periodi di sofferenze nella coalizione e riteniamo l'attuale alleanza non inamovibile. Non accettiamo veti né diktat da nessuno", ha aggiunto l'assessore regionale all'Ambiente, "cosi come non chiediamo abiura al Pd. Siamo coerenti con il progetto che si vuole costruire a livello nazionale". Oppi ha anche annunciato che lascerà la giunta verso ottobre per dedicarsi a tempo pieno nell'incarico di segretario. Come suo sostituto nell'incarico di assessore si pensa a uno fra i tre più quotati consiglieri regionali dell’Udc: Andrea Biancareddu, Nello Cappai e Giulio Steri.

Oppi intende proseguire con forza la sua decennale esperienza politica rafforzando il ruolo strategico di un partito di centro cristiano e moderato. E il partito è con lui: è stato confermato per acclamazione (era l'unico candidato) al termine del congresso. Erano presenti autorevoli esponenti della scena politica regionale: l'assessore regionale al Personale, Mario Floris, l'ex sindaco di Cagliari Emilio Floris, l'esponente sardista Paolo Maninchedda, il parlamentare del Pd Paolo Fadda, Pasquale Onida di Fortza Paris, l'ex consigliere regionale di Forza Italia, Giorgio Corona, il capogruppo del Pdl, Pietro Pittalis, quello di Sel Gruppo misto, Luciano Uras, i consiglieri regionali del Pd Cesare Moriconi e Giuseppe Cuccu. Nel portare i saluti di rito, Mario Floris ha auspicato un progetto comune all'insegna delle regole. Pittalis ha definito l'Udc un alleato serio e affidabile, mentre Uras ha detto di avere sempre avuto un rapporto politico serio corretto e produttivo con i democristiani.

Paolo Maninchedda ha affermato che tanti attendono una risposta dal congresso Udc: "Ritengo", ha spiegato, "che le elezioni anticipate siano meglio di questa agonia, di fasi conclusive dove non prevalgono le grandi idealità. La spina è in mano all'Udc e in Sardegna ci sono proposte diverse e non solo una destra e una sinistra, ma la possibilità di adesione ad una idea di autogoverno e sovranista". Paolo Fadda ha precisato di parlare a titolo personale e non per il partito: "Ringrazio", ha detto, "per l'affetto per la mia storia e per la storia della Dc di cui andiamo orgogliosi. Una parte del Partito democratico si batte perché nella Regione si realizzi un'alleanza con il vostro partito e continueremo perché nella prossima legislatura siamo alleati. Dipende solo da noi strappare la Sardegna al governo del centrodestra".

 

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  • Il leader regionale dell'Udc, Giorgio Oppi (foto: Facebook.com)