Promettevano di curare l'Alzheimer
con percosse e violenze
Arrestate 15 persone

Sul caso indaga anche la commissione parlamentare d'inchiesta
di Grazia Sini
 (foto: SassariNotizie.com)
(foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Gli strizzavano i capezzoli, li facevano saltare i pasti, gli impedivano di dormire per tutta la notte, li obbligavano a stare seduti sul water per lunghissimo tempo, gli legavano mani e piedi, premevano sui loro testicoli e inguine, li spruzzavano con acqua gelida sul volto. Sono  solo alcune delle torture a cui venivano sottoposti disabili mentali per “permettere all'emisfero logico di riprendere il sopravvento su quello affettivo”. Era infatti questa la base della terapia chiamata psiconeuroanalisi portata avanti dal dottor Giuseppe Dore e da altri neurologi. Le indagini dei carabinieri  del Nucleo Investigativo Provinciale e del Nucleo Operativo della Compagnia di Alghero, con la collaborazione della Stazione di Ittiri, hanno permesso di smascherare un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa e ai maltrattamenti in danno di disabili mentali, sequestro di persona, lesioni personali. Una truffa che stamattina ha portato a eseguire misure cautelari nei confronti di 15 persone, tra cui quattro medici (Giuseppe Dore, Marinella D’Onofrio, Massimo Lai e Gianfranco Dettori) e un consigliere regionale, Antonello Peru.

Le indagini sono partite lo scorso aprile, dopo che il 30 marzo Davide Casu si presentò in Caserma e raccontò una storia che anche per i Carabinieri appariva incredibile. Casu è l'ex presidente di un'associazione, l'Aion Onlus, con sede a Ittiri, che promette di guarire malati affetti da patologie neurodegenerative, compreso il morbo di Alzheimer. L'uomo, però, nel suo racconto riportava fatti molto gravi e accusava di questo sé e altri. Fatti che sono stati poi ripetuti più volte, anche alla presenza del suo avvocato. Dalle parole di Casu è emersa una realtà cruda e drammatica: una truffa ai danni di persone disperate, parenti di pazienti disabili e degli stessi malati. Secondo quanto riferito oggi durante la conferenza stampa dal Procuratore della Repubblica, Michele Incani, «gli indagati sono accusati di aver costituito un’organizzazione - la Aion-Onlus (Associazione Italiana Operativa Neuropsichiatrica) - a scopo di lucro, traendo profitti dalle pseudo visite specialistiche e prestazioni professionali, dalle donazioni dei familiari dei pazienti, dalle vendite delle pubblicazioni della società editrice “Saturno” dagli stessi condotta, nonché dai contributi della Regione Sardegna per progetti di collaborazione con l’Asl (non ancora percepiti) e dalla concessione in comodato gratuito di un’ala dell’ospedale “Alivesi” di Ittiri».

In realtà, sotto la copertura formale dell’associazione, Dore e D’Onofrio avevano concepito un “protocollo terapeutico”, la psiconeuroanalisi, divulgato a livello nazionale dai loro colleghi, che, sostenuto come efficace terapia contro il morbo di Alzheimer e in genere contro tutte le forme di demenza, si concretizzava in gravissime violenze fisiche e psicologiche nei confronti dei pazienti (documentate dai carabinieri con audio e video intercettazioni). I parenti dei pazienti, inoltre, erano obbligati a comprare il libro scritto dal dottor Dore (35 euro) edito dalla casa editrice del fratello.
Alla base del pensiero del medico, giudicato da un esperto “una miscela di nozioni di neurologia, anatomia, psicologia (alcune grossolanamente sbagliate), esoterismo, kabbalah ed astrologia” (come riscontrabile nel suo libro, dove ovviamente non si rinviene traccia delle “metodiche” applicate) vi è la convinzione che, nel cervello del malato di mente, l’emisfero affettivo ha preso il sopravvento su quello logico. L’innovativa cura doveva servire a capovolgere questa situazione. La “nuova terapia”, priva di validazione scientifica, era impartita da Dore e applicata dai suoi più stretti collaboratori (nessuno dei quali abilitato alle pratiche mediche), nonché dai familiari consenzienti dei pazienti, convinti della sua validità ed efficacia.

Le metodiche consistevano, previa sospensione di ogni trattamento farmacologico, nella sottoposizione dei malati a percosse e torture, che erano tanto più violente, come vere e proprie condotte punitive, quanto più i poveretti non riuscivano a svolgere esercizi di memoria o di movimento delle dita delle mani. Altra “pratica” era l’ascolto forzoso in cuffia per diverse ore al giorno, delle lezioni registrate di Dore, nell’assunto che la sua voce avesse “proprietà terapeutiche”. Era previsto, infine, che i familiari e gli assistenti trattassero i pazienti con assoluta freddezza, creando negli stessi un grave senso di angoscia poiché proprio chi è a loro più vicino costituisce l’unico punto di riferimento. Dall'aprile 2011, già due pazienti erano finiti al pronto soccorso a seguito delle gravi lesioni riportate durante la “terapia” e la dottoressa D'Onofrio sembra si sia sempre preoccupata di andare a far visita per controllare, stando a quanto riferito durante la conferenza, che tutto procedesse secondo le direttive impartite. I parenti dei pazienti, infatti, dichiaravano sempre che le lesioni erano dovute a incidenti. Ai primi di giugno, però, le gravi percosse subite da una donna portarono all'arresto del marito e della badante.

I pazienti venivano scelti con cura. Venivano organizzati incontri con i parenti in modo da capire se fossero idonei “a entrare nel giro”. Si cercavano ovviamente persone deboli, disperate, facili da raggirare. Chi passava la prima scrematura, iniziava la terapia. In tutto i pazienti accertati sono finora una trentina e provengono da tutta Italia. I membri della Onlus, infatti, per diffondere il più possibile la terapia, avevano anche creato due siti internet. I parenti dovevano a quel punto trasferirsi obbligatoriamente a Ittiri e impegnarsi a restare in Sardegna almeno un anno. Quando gli indagati hanno capito che il cerchio si stava stringendo intorno a loro, hanno iniziato a inquinare le prove e a tentare di dimostrare che la colpa di eventuali truffe o violenze fosse da imputare esclusivamente a Davide Casu.  Per questo motivo gli investigatori hanno deciso che non c'era più un minuto da perdere e stamattina alle prime luci dell’alba, i carabinieri del Comando Provinciale di Sassari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone ed a 5 decreti di perquisizione a carico di altri indagati. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Sassari, Carla Altieri, su richiesta del Procuratore della Repubblica Michele Incani.

In carcere sono finiti Giuseppe Dore, 43 anni di Ittiri, medico neurologo, Marinella D'Onofrio, 52 anni di Sassari, anche lei medico neurologo, Salvatore Fadda, 43 anni di Ittiri, collaboratore di Dore, Maria Giuseppa Irde, 46 anni di Bonorva, collaboratrice di Dore, e Ornella Bombardieri, 62 anni di Roma, familiare di un paziente. Agli arresti domiciliari ci sono invece Massimo Lai, 47 anni di Olbia, medico neurologo, Gianfranco Dettori, 33 anni di Sennori, medico neurologo, Stefania Serra, 37 anni, familiare di un paziente, Antonello Peru, 48 anni di Sorso, consigliere regionale, Andrea di Carlo, 35 anni di Grotta Ferrata (in provincia di Roma), familiare di un paziente, Carolina Greco, 35 anni di Senigallia (provincia di Ancona), familiare di un paziente, Verusca Panara, 40 anni di Bucchianico (Chieti), familiare di un paziente, Cosimo Serra, 68 anni di Dolianova, familiare di un paziente, Alfonso di Stavolo, 47 anni di Roma, assistente di un paziente e Federico Belli, 64 anni di Tortoreto (Teramo), familiare di un paziente.

Il presidente della Commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino, intende fare luce sul caso. "I carabinieri di Sassari hanno portato alla luce un caso sconvolgente per il feroce accanimento e la violenza contro persone indifese e fragili. La Commissione d'inchiesta che presiedo chiederà alla magistratura una informativa, per capire nel dettaglio i contorni dell'incubo in cui hanno vissuto i malati di Alzheimer in questo centro. Tale approfondimento - osserva Marino - è essenziale poiché la Commissione ha aperto una inchiesta sulle disabilità gravi e una sugli anziani e le residenze sanitarie assistenziali. E' doveroso operare tutti gli approfondimenti utili per stroncare la possibilità che altre strutture del genere possano nascere e proliferare nel nostro Paese".

 

 

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: SassariNotizie.com)