La Psiconeuranalisi, la neurologa:
«Amorale vendere illusioni»

di Grazia Sini
Il libro di Giuseppe Dore (foto: SassariNotizie.com)
Il libro di Giuseppe Dore (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. "Non è una bella pagina per la storia di Sassari e per la sua Sanità". Maria Rita Piras, neurologa, racchiude in queste poche parole i fatti degli ultimi giorni che hanno portato, tra gli altri, all'arresto di quattro suoi colleghi. L'amarezza nel tono e nelle parole del medico sembra però che sia dovuta più a ciò che è stato prima di quel 3 agosto, iniziato con gli arresti e concluso con tutto il clamore che ne è derivato. Il suo pensiero va a tutti quei giorni, quei mesi, quegli anni, in cui al dottor Giuseppe Dore è stato consentito di "vendere illusioni". Lei da anni lavora con i malati di Alzheimer e dichiara con assoluta certezza che si tratta di una malattia che a tutt'oggi non può essere curata. "Potrei accettare che il dottor Dore dicesse che con la sua psiconeuroanalisi è in grado di migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma non posso accettare che parli di guarigione. Anche noi con la logopedia aiutiamo le persone malate di Alzheimer a migliorare nel linguaggio, e spesso si fanno progressi, ma nessuno di noi si sogna certo di dire che quei pazienti sono guariti". E in ogni caso, aggiunge "Visto ciò che è saltato fuori finora escludo che abbia anche solo migliorato la vita di quelle persone".

La dottoressa Piras conosce da tempo Dore e da anni lavora fianco a fianco con Marinella D'Onofrio, neurologa dell'Azienda ospedaliero universitaria considerata il braccio destro di Dore. Tutto è iniziato proprio tra le mura dell'Aou, sotto gli occhi della dottoressa Piras, come degli altri medici che lavorano in Neurologia: "Dore si è formato in Clinica, ma fino alla Specializzazione non ha mai parlato né di psiconeuroanalisi né di isterodemenza. Nei suoi studi è stato seguito dalla dottoressa D'Onofrio, che era la sua tutor. A me è stato presentato al momento della discussione della tesi di formazione specialistica, proprio da Marinella". Un punto importante del racconto della dottoressa Piras, visto che Dore più volte ha detto che il nucleo del libro in cui è esposta la sua teoria è la sua tesi: "Nulla di più falso. La tesi del dottor Dore era su un caso di Parkinson. Le spect che sono presenti nel libro sono infatti relative a un caso di Parkinson e non di isterodemenza. La verità è che al dottor Dore serviva una teoria, e così l'ha inventata, è qualcosa studiato completamente a tavolino. Ho più volte sentito la dottoressa che ha compiuto quegli esami e lei ha sempre escluso che quelle spect fossero di dementi".

Successivamente alla discussione della tesi di specializzazione, però, il medico di Ittiri ha iniziato a elaborare la teoria sulla psiconeuranalisi e l'istero-demenza. In quel periodo Dore frequentava ancora la Clinica neurologica: "Abbiamo ricevuto moltissime telefonate di persone interessate in quanto Dore aveva dato come riferimenti i numeri di telefono del nostro reparto. In quel momento abbiamo capito che era necessario prendere le distanze. Già da prima io avevo espresso i miei dubbi sia a lui sia alla dottoressa D'Onofrio, ma non era stato sufficiente. Ho rilasciato alcune dichiarazioni a un'emittente locale in cui affermavo che l'Aou non c'entrava nulla e anzi non avallava la teoria".

Il punto è che per dimostrare la validità dei suoi studi, il dottor Dore dovrebbe "eseguire una biopsia al cervello prima, durante e dopo la terapia. Una cosa decisamente assurda e anche poco morale". Esami che, secondo la dottoressa Piras, non sono comunque necessari dal momento che "lui sostiene che è la mente che forma il cervello mentre da anni è dimostrato il contrario". E ancora una volta ritorna la definizione delle teorie di Dore come "un insieme di ignoranza culturale e scientifica e di regole morali, nonché di chiara inesistente conoscenza dell'Alzheimer e delle malattie in generale". 

Il fatto è che ci sono persone che dichiarano di essere guarite grazie alla psiconeuroanalisi. "Esiste una patologia, la pseudo-demenza depressiva. Una forma di depressione che appare nei sintomi simile a una demenza. Un occhio esperto riconosce la differenza e la cura come depressione. Probabilmente i pazienti che il dottor Dore dice di aver curato da demenza o addirittura dall'Alzheimer erano "solo" depressi". In ogni caso la dottoressa Piras non ha mai lasciato nulla di intentato per "difendere malati e parenti dall'illusione venduta da Dore e dai suoi collaboratori". E' stato chiesto l'intervento dell'Istituto superiore della Sanità, il ministero della Sanità, mentre le Unità valutative Alzheimer di Sassari e di Cagliari hanno più volte preso le distanze dall'Aion e dalla psiconeuroanalisi e hanno avvertito pazienti, parenti e associazioni della Penisola. "Ho anche più volte chiesto di parlare in merito a questa faccenda con i direttori sanitario e amministrativo dell'Aou, ma non sono mai stata ricevuta". In compenso aveva fatto presente la situazione all'allora assessore regionale alla Sanità, Antonello Liori.

Nell'attesa che la magistratura faccia luce sulla vicenda e sulle varie responsabilità, la dottoressa Piras si permette di tirare un sospiro di sollievo. Per il momento nessuno potrà più "vendere l'illusione di una guarigione da una malattia che fa soffrire il paziente e i suoi cari. Una pratica che solo per questo non ha nulla di morale, senza neanche considerare le violenze che avrebbero compiuto contro i malati".

 

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