Cappellacci contro il Governo
per la vendita Tirrenia e le decisioni sul turismo da diporto

 (foto: SassariNotizie.com)
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CAGLIARI. "Le politiche del Governo nazionale, che da un lato ha consentito di portare a termine la vendita della Tirrenia, con la ricomposizione di fatto del cartello degli armatori, e dall'altro ha penalizzato gravemente il turismo diportistico, rappresentano una tenaglia dannosa per l’economia sarda e nazionale". Così il presidente della Regione Ugo Cappellacci ritorna sulla questioni relative al turismo diportistico e ai collegamenti marittimi da e per la Sardegna.

"Le cifre rilevate dall'Osservatorio nautico nazionale - ha aggiunto il Governatore - rappresentano molto di più di un allarme e impongono un’inversione di rotta da parte di un esecutivo che si era presentato con una tassa e che ha portato avanti in questi mesi una politica aggressiva, il cui unico risultato è quello si spingere i diportisti verso altre coste, con grave pregiudizio in termini imprenditoriali e occupazionali anche per il settore della nautica e dell'indotto. L’atteggiamento vessatorio posto in essere dal Governo, anziché incidere su situazioni qualificabili come lusso, rischia invece di sortire conseguenze dannose nei confronti di migliaia di lavoratori. Allo stesso modo in cui ci siamo opposti alla cosiddetta tassa di stazionamento, ci opporremo a logiche che atrofizzano la nostra economia anziché salvarla. Questo si aggiunge alla scellerata cessione della Tirrenia e una politica dei collegamenti marittimi che perpetua un sistema lesivo dei diritti dei cittadini, primo tra tutti quello alla mobilità dei Sardi, delle regole del libero mercato e certamente non rispondenti al principio di insularità. La politica tariffaria posta in essere dagli armatori, che qualcuno vorrebbe nascondere attraverso poco credibili operazioni di immagine, - prosegue Cappellacci - è la causa che scoraggia molti potenziali visitatori della nostra isola. Il Governo non può stare a guardare o, peggio ancora, avallare questa azione con le risorse pubbliche che Tirrenia porta nella sua pancia. La Regione continuerà a richiamare l’attenzione dell'Unione Europa sulla questione e ad agire in tutte le sedi per tutelare i diritti dei Sardi, come cittadini, come imprenditori e come lavoratori".

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