Sanità, nel nome di Cristiana Patta
il 3° convegno nazionale di veterinaria

 (foto: Ufficio stampa Istituto Zooprofilattico)
(foto: Ufficio stampa Istituto Zooprofilattico)

SASSARI. L’Istituto Zooprofilattico della Sardegna (IZS) parteciperà al terzo convegno nazionale sulla Ricerca in Sanità pubblica veterinaria. L’evento, organizzato dal Ministero della Salute in collaborazione con gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IIZZSS) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si aprirà domani a Roma e sarà dedicato alla dottoressa Cristiana Patta, la dirigente dell'IZS Sardegna scomparsa prematuramente lo scorso febbraio.

Il tema del convegno è “La Ricerca in Sanità pubblica veterinaria quale valore aggiunto per la conoscenza e per l’economia del sistema Italia”. L’attività di ricerca applicata, infatti, rappresenta un fattore propulsivo per l’Italia, che fonda parte del successo economico delle proprie imprese agro-alimentari sulla capacità di collocare sui mercati prodotti con alti standard qualitativi. Un momento di confronto e approfondimento tra gli esperti italiani della sicurezza alimentare, che sarà aperto dal ricordo della dottoressa Patta. La sua biografia di ricercatrice sarà ripercorsa dal direttore dell'Istituto Zooprofilattico della Sardegna (IZS), Antonello Usai, che ricorderà i numerosi studi sulla diagnosi delle malattie trasmissibili dagli animali all'uomo. Nell’occasione, l’IZS Sardegna presenterà i risultati, in corso di pubblicazione, del progetto Diagnova, l’ultima ricerca da lei coordinata dove è riuscita a coinvolgere rappresentanti di tutti gli Istituti Zooprofilattici e di alcune Università nello sviluppo di metodi diagnostici innovativi, dalle malattie infettive di particolare importanza per il sistema zootecnico (come la peste suina) ai piani di controllo e salvaguardia delle produzioni nazionali. Durante il convegno saranno presentate anche le ricerche del Centro di referenza sull'echinococcosi (CenRE). La malattia, infatti, registra ancora percentuali preoccupanti nella nostra regione, con una media di oltre 100 casi umani l’anno.

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