Dalla terra alla luna: "Caves" porta
gli astronauti nelle grotte sarde
di Valentina Guido
SASSARI. Dall'alto della luna alle profondità del cuore della terra la distanza è notevole, ma le analogie sono tante. È questa l'idea alla base del progetto dell'Agenzia spaziale europea denominato “Caves”- Cooperative Adventure for Valuing and Exercising human behaviour and performance Skills.
C'è anche tanta Sardegna nel programma scientifico che si è svolto dal 2 al 13 settembre nella valle del Lanaitto a Oliena. Una zona altamente carsica scelta non a caso da Loredana Bessone, istruttrice spaziale dell'Esa, per far addestrare sei astronauti all'interno di una grotta che non viene menzionata appositamente per non influire sugli sviluppi del progetto. “È un ambiente estremo, al quale normalmente le persone non sono avvezze- spiega Bessone- Alla grotta, così come allo spazio, bisogna adattarsi sia fisicamente che mentalmente. Può provocare stress fisiologici e psicologici che permettono di lavorare sulla dinamica di gruppo degli astronauti, che poi è lo scopo del corso”.
L'equipaggio. Gli statunitensi Michael Fincke ed Andrew Feustel della Nasa e il giapponese Soichi Noguchi, tutti e tre con esperienze pregresse di volo, hanno convissuto a stretto contatto con i colleghi David Saint-Jacques, canadese, Nikolai Tikhonov, russo, e Andreas Morgensen, danese, astronauta dell'Agenzia spaziale europea. Dal 2 fino alla mattina del 7 settembre hanno seguito il corso teorico-pratico sul comportamento da assumere in grotta, le modalità con cui eseguire i campionamenti e gli esperimenti scientifici da compiere sotto terra.
Il programma scientifico è stato elaborato da Jo De Waele dell'Università di Bologna e trasmesso agli astronauti attraverso le lezioni impartite dalla sassarese Laura Sanna, speleologa e carsologa esperta. Dal pomeriggio del 7 e fino al 13 settembre, Fincke, Feustel, Noguchi, Tikhonov, Saint-Jacques e Morgensen sono rimasti dentro la grotta e hanno iniziato immediatamente a fare esperimenti scientifici e campionamenti. “Mi chiamavano mattino e sera per fare rapporto, chiedere consigli e proporre nuove idee per i campionamenti”, racconta Laura Sanna. Il programma prevedeva, tra le altre cose, la raccolta di campioni di acqua di grotta da sottoporre ad analisi. Dentro la cavità, è stata collocata una stazione meteorologica con l'obiettivo di confrontare i parametri interni con quelli esterni. La parte della ricerca riguardante la fauna cavernicola macroscopica (crostacei e altri piccoli animaletti) è stata coordinata da Paolo Marcia dell'Università di Sassari. La parte microbiologica è invece di competenza dell'agenzia spaziale tedesca. Tutti i materiali raccolti saranno analizzati minuziosamente a tutti i livelli, anche del Dna, e i risultati si conosceranno tra qualche mese, ma i protagonisti della spedizione concordano: a una prima occhiata, i dati sembrano molto interessanti.
L'Agenzia spaziale europea ama la Sardegna, e in particolare il Supramonte: “Ci sono ambienti carsici molto ampi, e, grazie alle temperature, non si rischia di raggiungere l'ipotermia”. Per Loredana Bessone, il sottosuolo sardo “è ancora selvaggio e offre ambienti larghi e comodi, adatti all'addestramento degli astronauti in vista di una missione nello spazio”. Nel 2004 l'Esa ha organizzato un corso di sopravvivenza a Flumineddu, nel 2005 un test con partner internazionali. Il 2009 è stato l'anno del primo corso Caves e nel 2010 c'è stato un nuovo corso di sopravvivenza. Nel 2011 e 2012, è tornato Caves, e quest'edizione appena conclusa non sarà l'ultima: “Vista la complessità scientifica e logistica dell'organizzazione, spero di poter riproporre questo progetto anche nel 2013, naturalmente in Sardegna. E stavolta mi auguro di coinvolgere un astronauta italiano”. Parola di Loredana Bessone.
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