Grotte, mistero infinito da esplorare
Gli speleologi come gli astronauti

di Valentina Guido
 (foto: www.esa.int)
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SASSARI. Solo un equivoco. Non c’è altro che questo alla base della reazione del Gruppo grotte nuorese a seguito della missione “Caves” organizzata dall’Agenzia spaziale europea nella valle del Lanaitto. La grotta di Su Bentu è stata già ispezionata dagli speleologi del gruppo, che da oltre 60 anni spendono tempo, energie e professionalità per esplorare e descrivere gli ambienti carsici del Supramonte. Numerosi articoli sono stati pubblicati, senza trascurare nemmeno gli aspetti della fauna sotterranea. Onore al merito.

Ma l’intento dell’Agenzia spaziale europea non era di sicuro mettere in dubbio tutto questo: la stessa istruttrice spaziale dell’Esa Loredana Bessone, intervistata da SassariNotizie in generale sul progetto Caves (ma non in particolare sulla piccola querelle), ha detto che “si continua l’esplorazione in grotta iniziata in Sardegna nel 1870”. Un banale errore di traduzione dall’inglese all’italiano ha lasciato credere al Gruppo Grotte Nuorese che l’Esa pensasse di andare a ispezionare una grotta inesplorata.
D’altra parte, le parole della speleologa e carsologa sassarese Laura Sanna fanno capire che il confine tra “noto” e “ignoto” non è poi così facile da demarcare, quando si parla di grotte: “Finché c’è roccia, ci sono vuoti da esplorare. Il limite dipende solo dall’uomo: siamo noi che non riusciamo ad addentrarci, ma di per sé una grotta non ha mai fine”. E quindi anche la fauna micro e macroscopica potrebbe riservare qualche sorpresa, anche perché negli anni migliorano le tecniche d’indagine che diventano sempre più precise.

Lo scopo ultimo della missione dell’Esa, ideata da Loredana Bessone, era quello di addestrare sei astronauti all’interno di un ambiente ostile come la grotta, non dissimile per molti aspetti da quello che si potrebbe trovare nello spazio. Fondamentale, inoltre, lo studio delle dinamiche umane, ovvero le interazioni all’interno del gruppo, in vista di una missione spaziale.

“Siamo tutti esploratori: noi del sottosuolo e loro dello spazio”, riflette Laura Sanna, entusiasta dopo l’esperienza di “Caves”. E nel 2013, su auspicio della responsabile Loredana Bessone, altri astronauti potrebbero essere addestrati nelle grotte sarde.

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