Collegamenti Porto Torres-Asinara
Interviene Massimo Mulas

Cala Reale (foto: Wikimedia Commons, autore asibiri)
Cala Reale (foto: Wikimedia Commons, autore asibiri)

PORTO TORRES. Sul parco dell'Asinara e i collegamenti con la terra ferma, dopo l'intervento del sindaco Beniamino Scarpa, vi proponiamo la lettera del consigliere regionale Upc Massimo Mulas.

«In merito alle eterne problematiche inerenti al Parco Nazionale dell’Asinara e ai collegamenti dell’Isola-parco con Porto Torres, proseguono numerosi gli spot elettorali, dato  che fino ad ora,  nessuno ha preso seriamente in pugno la situazione con idee chiare o fatti concreti.
La scarsa sensibilità dimostrata, ormai da tempo, da parte della Giunta Regionale è sotto gli occhi di tutti, vedi gli impegni al riguardo disattesi dall’Assessore ai trasporti, mentre il suo partito presenta mozioni indirizzate sia ad un miglior funzionamento del parco, sia sulla mobilità dei cittadini sardi per la penisola e per le isole minori. E’ necessaria l’immediata chiarezza al riguardo: è necessario che il Governo regionale dica quale strada vuole percorrere.

Al contempo, sempre gli stessi problemi che bloccano da anni lo sviluppo del parco, sono “cavalcati” anche dall’amministrazione comunale, la quale, oltre a non vigilare e pressare la Giunta Regionale, si cimenta nel proclamare battaglie dal sapore patriottistico, ma che nella sostanza si riveleranno inattuabili e dannose per il Comune stesso.

Non è corretto nei confronti dei cittadini fare confusione, più per motivi propagandistici che per altro, sul sistema delle competenze che ruotano sull’isola dell’Asinara, che, è giusto ricordare, è sede del Parco Nazionale. Non è serio, tantomeno produttivo, rivendicare ruoli di primo piano (vedi la gestione di tutti gli immobili presenti sull’isola), senza tenere conto del fatto che sarebbe più utile affrontare le priorità di cui si ha la competenza ma che si fa finta di non avere (gestione del sistema idrico integrato), e che qualcun altro, ovvero la Conservatoria delle Coste, si impegna comunque a risolvere.

Rivendicare la gestione del complesso di immobili sull’Isola dell’Asinara comporterebbe enormi difficoltà di varia natura. Porto Torres non deve essere la vittima di scelte scellerate come questa, in prima battuta perché  assumersi un onere così grande significherebbe agire perseguendo le linee guida indicate dal piano di sviluppo del Parco senza però disporre di risorse economiche necessarie. Gestire, ristrutturare e mettere a disposizione un complesso di immobili come quello dell’Asinara significa dirottare tutte le risorse che oggi sono impiegate per Porto Torres e tale manovra non può di certo reggere.

Tutto ciò senza considerare che il Comune di Porto Torres non dispone di una struttura amministrativa sufficiente per poter assegnare le strutture, rischiando così il vero blocco di tutte le attività. Non è trascurabile poi, il fatto che la competenza primaria riguardo la gestione del sistema idrico, per la quale si sta mobilitando la Conservatoria, come scritto sopra, è in capo all’amministrazione comunale la quale lamenta appunto scarsa disponibilità di risorse.
A questo punto qualcosa non torna. Come è possibile rivendicare ruoli di primo piano ma enormemente dispendiosi se non si riesce a portare avanti competenze che sono già assegnate da tempo?

A questo quesito, la soluzione più comoda è quella di concedere ad un unico speculatore intere borgate per farci un complesso turistico, permettendo così investimenti importanti sull’isola, ma, di fatto,  snaturando il concetto di parco, e facendo diventare noi Porto Torresi ospiti a casa nostra. E’ comunque una scelta, ma allora si decida se si vuole tenere un parco o se si vuole fare altro. Tenere il Parco significa anteporre agli interessi economici, seppur conciliabili, altre priorità e allora è meglio perseguire la strada percorsa  sino ad ora; in caso contrario stravolgiamo l’idea che abbiamo sempre avuto dell’Asinara, ma che si faccia con chiarezza. Perché senza chiarezza rimangono solo gli slogan che suonano stonati se annunciati da un’amministrazione ambientalista o pseudo tale dalla quale trapela confusione e niente di più.

La Conservatoria delle coste svolge in maniera molto particolareggiata il lavoro necessario per restituire l’isola ad un utilizzo compatibile e idoneo  ad un parco nazionale senza trascurare ciò che è stata l’isola nel passato e formulando una chiara idea di sistema sociale, culturale, ambientale, turistico ed economico. Su determinate basi è possibile formulare i bandi per dare la possibilità ai Portotorresi di ritornare ad abitare l’isola. Non è pensabile chiedere la proprietà di tutti gli immobili senza presentare progetti e idee su come poi dovranno essere utilizzati: si dimostri di avere le idee chiare presentando un piano ben ponderato, che faccia chiarezza su come arrivare alla diretta gestione delle strutture».


Il Consigliere Regionale
Dell’Unione Popolare Cristiana 
On. Massimo Mulas

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