Febbre del Nilo, due nuovi casi
a Olbia e Valledoria

Zanzara tigre-aedes albopictus (foto: Addetto stampa Istituto zooprofilattico)
Zanzara tigre-aedes albopictus (foto: Addetto stampa Istituto zooprofilattico)

SASSARI. Due nuovi casi di West Nile disease nel Nord dell’Isola. Il contatto degli animali con il virus è stato accertato dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna (IZS), che ha sottoposto ad analisi i campioni prelevati la scorsa settimana su due cavalli: uno nel comune di Olbia, l’altro a Valledoria, in provincia di Sassari.

Gli esami sono stati eseguiti dal laboratorio di Virologia dell’IZS nell’ambito del Piano straordinario regionale di controllo della WND, disposto dall’assessorato regionale della Sanità. Perciò, dopo le prime positività accertate durante l’estate a Olbia e Badesi, i servizi veterinari della Asl 1  e della Asl 2, hanno provveduto al prelievo periodico di campioni di siero negli allevamenti di cavalli compresi in un raggio di 4 chilometri dai focolai, come previsto dalla Regione. Nel corso del fine settimana è arrivato l’esito degli ultimi esami, che hanno diagnosticato la comparsa degli anticorpi IgM. «Questo è indice di circolazione virale recente e significa che i cavalli sono entrati in contatto con il virus della West Nile disease negli ultimi due mesi – spiega la responsabile del laboratorio di Viorologia dell’IZS, Giantonella Puggioni».

«Però c’è da sottolineare che nessuno degli animali ha manifestato i sintomi clinici della malattia – sottolinea il direttore generale dell’Istituto, Antonello Usai -, circostanza che conferma l’utilità del  Piano di controllo per il monitoraggio della febbre del Nilo, perché in assenza di sintomi nessuno sarebbe andato ad analizzare degli animali apparentemente sani». Dalle analisi dei genotipi messe in campo dal sistema sanitario, è risultato che il ceppo virale circolante quest’anno è di tipo 2, diverso cioè dal tipo 1 che circolava l’anno scorso, quando la febbre del Nilo ha fatto la sua prima comparsa in Sardegna. In ogni caso i proprietari dei cavalli vaccinati possono stare tranquilli perché il vaccino protegge gli animali da entrambi i lineage presenti.

Intanto vanno avanti le catture degli insetti vettore, le zanzare, su tutto il territorio regionale e continuano gli accertamenti in collaborazione con le Asl e i servizi veterinari regionali. Ad oggi i casi di positività confermati in Sardegna sono cinque, numero che potrebbe salire a sette con la conferma degli ultimi dati da parte del Centro di Referenza di Teramo. Gli episodi registrati sono tre nell'ambito della sorveglianza sull'avifauna e due nell'ambito della sorveglianza sugli equidi. Per i volatili si tratta di due cornacchie, una catturata a Olbia l'altra a Sardara (Medio Campidano), e di un astore prelevato a Usellus, unico caso accertato finora in provincia di Oristano. Per gli equidi si tratta di due cavalli, il primo a Badesi, l'altro a Santa Maria Coghinas.

La cosiddetta febbre del Nilo occidentale è una malattia trasmissibile provocata dal West Nile virus (Wnv) e può colpire l'uomo, i cavalli e alcune specie di rettili e volatili. Le trasmissione avviene attraverso la puntura delle zanzare che veicolano il virus dagli animali serbatoio (uccelli) all'uomo e ad altri ospiti (cavalli, alcune specie di volatili e di rettili). Pertanto è da escludere la possibilità di contagio dai cavalli all'uomo.

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