E Polis, il giornale va in vacanza
Ma per i giornalisti sono ferie forzate

Su Facebook la pagina di solidarietà ai 131 giornalisti
L'annuncio sul sito (foto: SassariNotizie.com)
L'annuncio sul sito (foto: SassariNotizie.com)
SASSARI. Chi questa da questa mattina cercherà di leggere uno dei quotidiani locali del gruppo E Polis non ci riuscirà. Né in versione cartacea, né sul web. Da oggi infatti fino al 6 settembre i 19 giornali non saranno pubblicati, compresi Il Sardegna rosso (Nord) e Il Sardegna Blu (Sud). Per i redattori del gruppo editoriale, in tutto 131 persone, sarà un periodo di ferie forzate imposte dall'editore, secondo quanto annunciato in un comunicato.
E se l'immagine sul sito è rassicurante e spensierata, così come il messaggio "E Polis va in vacanza... Ci vediamo a settembre",
altrettanto non si può dire della dinamica della decisione. Si tratta infatti di una scelta non condivisa dal comitato di redazione. Dalle tre settimane concordate si è passati a cinque in un clima aziendale non sereno.

La posizione dei lavoratori. In un comunicato il comitato di redazione di Epolis sottolinea come «il coordinamento delle associazioni regionali della stampa e il cdr condannano questa decisione presa in maniera unilaterale e non certo giustificata dalle singolari 'ragioni tecnico-produttive' addotte dall'azienda. È un atto che non fa altro che inasprire il clima di tensione vissuto dai giornalisti, generato dal mancato pagamento dello stipendio di giugno e dall'annuncio di un piano di 'lacrime e sangue' che prevede il taglio di 51 giornalisti su un totale di 131».

Solidarietà e Facebook. E sul social network più diffuso è presente la pagina "Solidarietà ai giornalisti di E Polis" che conta un migliaio di sostenitori. Tra i post in bacheca si legge anche di un presunto trasferimento della sede centrale da Cagliari a Roma e tanti messaggi scritti da tutta Italia. Mentre sul sito dell'Ordine dei gionalisti della Sardegna si legge una nota preoccupata sullo stato dell'azienda in crisi da tempo e che per alcuni periodi ha bloccato le pubblicazioni: «L’Ordine dei giornalisti della Sardegna saluta con speranza il ritorno alle pubblicazioni delle testate di E Polis, il cui ruolo è fondamentale per il pluralismo dell’informazione e la crescita professionale di una nutrita generazione di colleghi. Nell’esprimere piena solidarietà e sostegno al sindacato e ai giornalisti coinvolti nella vertenza, l’Ordine manifesta viva preoccupazione per una crisi sempre più grave che mette a repentaglio posti di lavoro e che, se non risolta, impoverirebbe il panorama editoriale. L’Ordine conferma il proprio impegno a tutela della professione e della dignità del lavoro dei giornalisti e auspica una rinnovata volontà dell’editore Alberto Rigotti e degli azionisti di riferimento Vito Bonsignore e Vincenzo Maria Greco per il superamento di questa fase di difficoltà in un’ottica di sviluppo e di consolidamento». Anche i politici parlano della vertenza Epolis e delle ferie forzate: «Solidarietà ai lavoratori del gruppo editoriale Epolis e preoccupazione per le future scelte dei vertici dell'azienda» sono state espresse dal capogruppo del Pd in Consiglio regionale sardo, Mario Bruno. I giornali free press sono «una voce libera, non solo in Sardegna, e che non può rischiare di chiudere definitivamente o anche solo di trasferirsi e dimezzare - come sembra dalle notizie che circolano - i giornalisti», ha detto Bruno. «E Polis è una realtà nata in Sardegna, che dà lavoro a tante professionalità sarde, che non possono esser lasciate sole ad affrontare una situazione di incertezza che sta diventando sempre più grave. Da parte mia, non una sterile solidarietà ma la disponibilità a trovare, anche insieme ai vertici dell'azienda, una soluzione che salvi una voce importante dell'informazione e tanti posti di lavoro».

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