Chimica verde, i dubbi del Psd'Az
Sanna: «Ci vuole un referendum»

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
L'incontro sul tema della chimica verde al Palazzo di Città (foto: SassariNotizie.com)
L'incontro sul tema della chimica verde al Palazzo di Città (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Il Psd'Az vuole vederci chiaro sulla questione chimica verde. Mercoledì mattina a Cagliari è stata presentata una mozione firmata dai consiglieri regionali Giacomo Sanna ed Efisio Planetta con cui si impegna la giunta Cappellacci "a porre in essere tutte quelle precauzioni e tutele tali da garantire il reale diritto alla salute dei sardi chiarendo se la prevista centrale a biomasse non nasconda in realtà il tentativo di mettere in funzione un inceneritore per rifiuti solidi urbani, altrimenti detto termovalorizzatore". I due esponenti sardisti non si limitano a questo primo punto. Nel documenti infatti si chiede alla giunta di esigere da parte dei vertici di Eni e Novamont la Valutazione di Impatto Sanitario che preveda quali siano i reali costi sanitari che il progetto in questione potrebbe determinare.

Numerosi e precisi gli altri impegni che il partito di maggioranza chiede alla giunta di centrodestra: come quello di chiarire in base a quale coerenza col Piano energetico regionale viene collocato l’intervento denominato “Chimica verde”, riferito alla centrale elettrica a biomasse per la produzione energetica da fonti rinnovabili e, nel caso, se e quale sia la relazione con il piano regionale dei rifiuti. Tra gli altri punti, si chiede alla giunta Cappellacci di esigere anche un progetto concreto di impatto ambientale riferito all'impiego di larghe estensioni per coltivazioni intensive di biomasse. Occorre inoltre verificare se l’ipotesi che l’intera operazione denominata “Chimica verde” non miri a procurare un tangibile vantaggio alla società Novamont, presumibilmente al fine di rimborsare le banche nascoste dietro la società Mater Bi spa e, nel caso dell’Eni, a riprendersi i soldi sborsati per l’acquisto di quel 20 – 25% delle azioni Novamont e procedere celermente alla verifica delle reali motivazioni che hanno determinato la joint-venture Eni-Novamont attraverso la costituzione solo per Porto Torres della società Matrica.

Infine il Psd'Az chiede alla Regione di attuare di uno strumento di consultazione della popolazione, quale quello referendario, "non accettando la strada degli accordi “riservati e segreti” che non può essere contemplata da nessun ordinamento democratico, soprattutto in circostanze di così grande rilevanza, riferite in particolare alle ricadute sanitarie sulla popolazione, che riguardano la gestione del territorio in termini di risorse e di progettualità di queste dimensioni".

 

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