Schmallenberg virus, accertato
il primo caso in Sardegna

 (foto: Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna)
(foto: Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna)
SASSARI. Primo caso in Sardegna di Schmallenberg virus (SBV), il nuovo patogeno che colpisce i ruminanti isolato nel 2011 in Germania. La conferma del focolaio è arrivata oggi dal Centro di Referenza delle Malattie Esotiche (CESME) di Teramo, che ha eseguito i test di laboratorio sulla base dei campioni inviati dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna (IZS) dopo i primi sospetti clinici e le analisi anatomo-patologiche effettuate in un allevamento di Tertenia, in Ogliastra.  Altri due casi sospetti sono stati trovati nel Sassarese.

«I nostri veterinari sono intervenuti in seguito ad alcuni casi di aborto delle pecore segnalati dai veterinari dell’Ara, ma di fronte a quelli che erano sintomi riferibili al virus di Schmallenberg hanno preferito approfondire le analisi», spiega il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico, Antonello Usai. «I feti degli animali presentavano anomalie e malformazioni tali da indurre il sospetto che si trattasse dell’SBV virus – dicono gli esperti dell’IZS –, perciò abbiamo allertato subito la Asl, la Regione e il Ministero della Salute». 

Con la conferma del focolaio sono scattate le misure di protezione previste dai protocolli sanitari e i capi dell’azienda colpita sono stati sottoposti a nuovi prelievi. Intorno all’area, per un raggio di 4 chilometri, è stata rafforzata la sorveglianza entomologica per verificare la presenza del vettore della malattia, l’insetto Culicoides imicola. Il monitoraggio in corso per la blue tongue (trasmessa sempre dal Culicoide), d’altra parte, aveva già dimostrato la sua larga diffusione in Ogliastra, favorita dalle alte temperature di questo fine novembre. Intanto è partita anche l’indagine epidemiologica per stabilire con esattezza la dinamica del contagio e si è attivata la macchina dei controlli in tutta la Sardegna.      

La malattia. Il virus di Schmallenberg è stato isolato per la prima volta nella tarda estate del 2011 nella omonima località tedesca della North Rhine-Westphalia, dalla quale prende il nome. Anche se alcuni sintomi dell’SBV sono simili e sovrapponibili a quelli di altre malattie, le analisi del genoma hanno stabilito che si tratta di una nuova patologia, la cui presenza, dopo la prima identificazione, è stata confermata nella maggior parte dei Paesi europei, tra cui Italia, Danimarca, e Belgio. Nella nostra Penisola il primo caso è stato registrato a febbraio del 2012 in Provincia di Treviso, poi sono arrivati nuovi episodi per un totale di nove focolai confermati.
Pur appartenendo a un genere di virus in grado di provocare malattie trasmissibili, nei focolai di infezione da Schmallenberg non sono stati rilevati sintomi per l'uomo, perciò, ad oggi appare molto bassa la probabilità di contagio della malattia dagli animali agli esseri umani.
 






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