Calvia respinge l'accusa di omicidio
«Non ho ucciso Orsola Serra»

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino
Calvia depone in aula (foto: SassariNotizie.com)
Calvia depone in aula (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. «Quando si entra in carcere per una cosa di cui non si è responsabili si passano dei momenti veramente difficili, glielo posso assicurare». Questa mattina Alessandro Calvia, l'unico imputato per l'omicidio di Orsola Serra, ha deciso di sottoporsi all'interrogatorio del pubblico ministero Paolo Piras. E durante la deposizione, durata quasi quattro ore, Calvia ha risposto a tutte le domande introducendo nel dibattito nuovi particolari e nuove accuse.

«Io non ho ucciso Orsola Serra. Se dovessi ipotizzare un possibile assassino, penserei a Pietro Moretti», l'ex fidanzato dell'insegnante di Alghero trovata uccisa nel suo appartamento il 23 ottobre del 2011. Ed ecco la prima novità. Alla domanda posta dal Pm «come spiega che sull'arma del delitto sia stato trovato il suo Dna?” l'imputato offre una lettura diversa dell'omicidio. «Orsola è stata strangolata con una corda. Nel cassone della motocarrozzella con cui lavoro ho l'abitudine di tenere delle cime simili a quella che è stata trovata sul letto della vittima. È possibile che Moretti abbia rubato una di quelle corde per uccidere Orsola». Un ipotesi che Alessandro Calvia cerca di blindare con un'altra affermazione: «Se avessi ucciso Orsola non lo avrei fatto a mani nude. Sicuramente avrei indossato dei guanti».

Durante l'interrogatorio, il pubblico ministero ha chiesto all'imputato di ripercorrere tutti gli spostamenti fatti nel giorno del delitto. «Domenica ho incontrato Orsola alle 16.15 in via Degli Orti. Lei era in macchina e io in bicicletta. Mi ha invitato a casa per parlare e verso le 17 siamo andati nel suo appartamento. Alle 17.45, però, sono tornato verso casa mia perché avevo un appuntamento con un'altra donna con la quale stavo cercando di creare un rapporto stabile». Da quel momento Calvia giura di non avere avuto più niente a che fare con la vittima. L'imputato, sempre secondo la sua ricostruzione, avrebbe raggiunto Anna Diana all'appuntamento delle 19.00 e insieme a lei si sarebbe recato in una pizzeria di Alghero per prendere due pizze da asporto.

Nella prima fase dell'interrogatorio, Alessandro Calvia ha raccontato alla corte d'Assise di Sassari la nascita della relazione con Orsola e ha sottolineato le sfumature di questa unione. «Ho conosciuto Orsola il 4 novembre del 2010. Ho lasciato una rosa sul parabrezza della macchina con il mio numero di telefono. Da quel momento abbiamo iniziato a frequentarci con assiduità. Io non ero interessato a un fidanzamento mentre lei voleva convivere e sposarsi. Si era innamorata di me».

L'udienza di lunedì prossimo sarà dedicata sia all'interrogatorio dell'imputato da parte dell'avvocato delle parti civili, Pietro Piras, sia al contro esame degli avvocati difensori Nicola Satta e Danilo Mattana.

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