Stintino, necessari cinque milioni
per eliminare la strada della Pelosa

La spiaggia "la Pelosa" (foto: SassariNotizie.com)
La spiaggia "la Pelosa" (foto: SassariNotizie.com)
STINTINO. Sarà necessaria "un'operazione chirurgica" da 5 milioni di euro per eliminare la strada della Pelosa. In questi giorni sarà pubblicato sulla Gazzetta europea il bando per individuare l'équipe di professionisti che si dovrà occupare dello studio di fattibilità, del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo.

Il progetto per salvare le dune della Pelosa potrebbe portare a espropriare alcune zone. «Un progetto di chirurgia ambientale – lo ha definito il sindaco Antonio Diana – che durerà anni ma che permetterà di recuperare la spiaggia» definita dall'amministrazione comunale "spiaggia gioiello del paese" col tempo ridotta a una piccola lingua bianca.
il Comune ha già attivato i canali di finanziamento europeo per il recupero dei fondi necessari. Al bando potranno partecipare professionisti o gruppi di professionisti associati tra i quali siano comprese figure di botanici, ingegneri civili, ingegneri idraulici, economi e geologi.

Grazie alle ricerche avviate nel 2004 con l’allora Icram (ora Ispra) oggi si conoscono della Pelosa alcuni fenomeni e si hanno a disposizione dati importanti come quelli geologici, quindi la correntometria, la vegetazione, la topografia, lo stato ambientale e la mineralogia.
Nei primi tre-quattro anni gli studiosi dell’Icram si sono concentrati sulla duna e sui movimenti mentre negli ultimi due hanno focalizzato le loro ricerche sulla spiaggia. In campo sono stati messi strumenti e tecnologie all’avanguardia, con Gps, laser scanner, correntometri che hanno permesso di studiare gli spostamenti della spiaggia, le correnti marine, il vento. Un contributo notevole lo ha fornito la cartografia a disposizione, così come le fotografie aeree, anche “storiche”, realizzate da subito dopo la Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Un lavoro che ha visto inoltre una forte sinergia tra esperti dell’Ispra e università sarde, Sassari e Cagliari, e quelle di Firenze e Padova.


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