"Nell'isola rischiano la chiusura
65 sportelli del Banco di Sardegna"

La nuova targa (foto: SassariNotizie.com)
La nuova targa (foto: SassariNotizie.com)

CAGLIARI. Ieri mattina una delegazione dei rappresentanti di Sardigna natzione, A manca pro s’indipendentzia e Confederazione sindacale sarda è stata ricevuta a Villa Devoto dal presidente Ugo Cappellacci il quale ha acquisito la documentazione fornita dagli indipendentisti sulla situazione del credito sardo, in seguito ad ulteriori acquisizioni di azioni da parte della Banca popolare dell'Emilia Romagna, proprietaria del gruppo. L’operazione, secondo gli indipendentisti, potrebbe portare alla perdita di oltre 400 posti di lavoro per la chiusura di 65 sportelli del Banco di Sardegna nel territorio isolano. Bastiano Cumpostu, leader di Sardigna natzione ha spiegato alla stampa che la Bper sta valutando da tempo le filiali più redditizie in modo da tagliare di conseguenza i "rami secchi" che coinciderebbero con circa 65 filiali sarde. Oltre a queste, sarebbero a rischio anche altre 34 filiali sul territorio nazionale, come quelle storiche di Genova, Roma e Milano. La richiesta indirizzata al presidente, alla giunta e al consiglio regionale prevede che nessuna ulteriore azione sia ceduta alla Bper, che le obbligazioni del 2001 non siano più rinnovate e che il controllo dei capitali sardi resti esclusivamente in Sardegna. Una battaglia non solo economica, dunque, ma in primo luogo politica.

 

 

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