Biblioteche universitarie: a casa
anche i lavoratori di Sos Balaros

di Grazia Sini
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Si dice che tra i due litiganti il terzo gode. Eppure in questo caso non solo i due contendenti hanno perso entrambi il lavoro, ma non c'è nessuna terza parte che se ne gioverà. Da ieri, martedì 8 gennaio, i lavoratori della società Sos Balaros, vincitrice della gara d'appalto per gestire le biblioteche universitarie, non sono più tra i libri di diritto e storia. Questo però non giova ai dipendenti della Comes, la cooperativa che arrivò seconda e quindi perse la gara: "Non si può assegnare l'appalto a una società che non ha vinto" ha spiegato pragmaticamente a SassariNotizie.com il direttore generale dell'Università di Sassari, Guido Croci. Il punto è che, almeno per ora, nessuno se ne gioverà. Oggetto di questa storia, una gara d'appalto per l'affidamento della gestione delle biblioteche dell'Ateneo di qualche mese fa. Si presentarono solo due società: la cooperativa Comes, titolare del servizio fino a quel momento, e Sos Balaros. Il bando era basato sul principio del massimo ribasso e quest'ultima azienda faceva risparmiare all'Università 75mila euro in tre anni. Sos Balaros si portò a casa la vittoria. Seguirono una serie di ricorsi e la vicenda, sotto diversi aspetti, finì nelle aule di tribunale, dove si trova ancora in attesa di una decisione del giudice. Intanto però 26 lavoratori, 13 della cooperativa Comes e altrettanti di Sos Balaros, sono senza impiego. E le biblioteche senza personale.

Per sapere chi prenderà il posto dei 13 lavoratori mandati a casa, bisognerà aspettare almeno 6 mesi, il tempo necessario per bandire una nuova gara d'appalto. E nel frattempo? "Nell'immediato, perché le biblioteche non riducano l'orario di apertura e per potere offrire sempre un buon livello ai nostri studenti, sarà potenziato il numero dei loro colleghi delle 150 ore, che hanno sempre dato un buon risultato" ha aggiunto ancora Croci.
Nonostante l'impegno degli studenti delle 150 ore, per coprire questi 6 mesi prima del nuovo bando sarà comunque necessario selezionare anche bibliotecari che siano in grado di offrire i servizi che solo professionisti sanno dare agli utenti. Le strade sono due: o si attinge a una graduatoria già esistente o si prevede una nuova selezione. In entrambi i casi si tratterà di contratti di collaborazione coordinata e continuativa. E qui sorgono alcuni problemi nel percorrere la prima soluzione: "Innanzitutto bisogna verificare se la legge di stabilità prevede una reiterazione della graduatoria fino al luglio 2013. In secondo luogo bisogna capire quali siano i limiti giuridici nell'utilizzare per un rapporto di co.co.co. una graduatoria per un posto a tempo indeterminato. Certo, potremmo prevedere in questo caso invece di co.co.co., contratti a tempo determinato, ma allora dovrebbero essere almeno di un anno e a noi serve coprire un periodo di 6 mesi. Infine, ma non meno importante, siccome quella graduatoria era per posti di categoria C, probabilmente ci saranno anche non laureati mentre oggi la legge impone che per un co.co.co. sia richiesta almeno una laurea" ha spiegato Croci. Tuttavia non è ancora detto che alla fine si propenda per la seconda soluzione e cioè una nuova selezione, che comporterebbe pur sempre una nuova spesa per l'Ateneo. Come il direttore generale ha sottolineato più volte, entrambe le strade sono ancora sotto esame. Il dubbio verrà meno entro tre settimane, il tempo che il direttore generale ritiene sufficiente per capire quale sia la via giusta da percorrere.

Intanto si lavora già al nuovo bando, cercando di evitare che si ricrei l'attuale situazione. Alla base del problema, infatti, c'è che col trascorrere dei giorni i tecnici che lavorano nelle biblioteche hanno attestato che "al di là dell'impegno e della buona fede, i lavoratori di Sos Balaros non erano in grado di usare il software utilizzato dal sistema bibliotecario universitario". A questo punto c'era solo una cosa da fare: "Ho inviato alla società una lettera in cui si diceva che era necessario fermarsi e non firmare più il contratto". In realtà per ovviare a questo problema, nei giorni scorsi era stata prevista una prova pratica per i lavoratori di Sos Balaros, ma questi hanno preferito non presentarsi: "Nessuno poteva obbligarli visto che, a tutti gli effetti, erano i vincitori di una selezione". Come mai i lavoratori della società che aveva vinto il bando non sapessero utilizzare sistemi che avevano attestato nel curriculum di conoscere non è un problema né della commissione giudicatrice né tanto meno dell'Università: oltre alle autocertificazioni, infatti, ci sono "atti firmati da chi di dovere che attestavano effettivamente che quelle persone erano in grado di lavorare su quel software gestionale". In più in questi giorni molti dei candidati di Sos Balaros hanno rinunciato e di fatto sono subentrati terzi che non è detto abbiano le stesse qualifiche.

"Per quanto si tratti di soldi pubblici e per i tempi che corrono più se ne risparmia e meglio è, nel prossimo bando più che al principio del minor ribasso cercheremo di guardare all'offerta economicamente più vantaggiosa: non ci baseremo solo sul risparmio, ma anche sulla qualità del servizio offerto". Ciò che è certo è che neanche questa volta sarà possibile prevedere la clausola dell'assorbimento: "In questi casi non è possibile né legittimo specificarla. Se avessimo potuto scriverla, l'avremmo già fatto" ha concluso Croci.

 

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