LA SEDE DEI VIGILI DEL FUOCO A PORTO TORRES

«Il nuovo distaccamento rischia
la chiusura per carenza di personale»

di Francesco Bellu
Archivio (foto: SassariNotizie.com)
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PORTO TORRES. «Oggi stiamo inaugurando un distaccamento  di importanza strategica che tuttavia domani, nell'immediato, rischiamo di chiudere per carenza di personale». È questo lo scenario, nerissimo, prospettato dai rappresentanti sindacali della Co.na.po., Pietro Nurra, e della Cigl Funzione Pubblica, Roberto Manichedda, in occasione dell'inaugurazione, stamattina, della nuova sede dei pompieri a Porto Torres alla presenza del ministro degli Interni Annamaria Cancellieri. Carichi di lavoro non equilibrati rispetto alla media nazionale, inalzamento dell'età pensionabile, problemi cardiaci al personale con la conseguente sospensione del personale operativo rischierebbero di mandare letteralmente in tilt l'intero sistema e, in concreto, di non garantire i soccorsi alla popolazione, a meno che l'amministrazione centrale non si attivi con  «un rapido ed efficace provvedimento».

Nella nota congiunta parlano sostanzialmente di «festa a metà», sottolineando una situazione da "Giano bifronte" con da un lato il «vivo compiacimento» per l'apertura di questa nuova struttura che, da un punto di vista operativo copre, un territorio vastissimo tra Stintino e Castelsardo, ma dall'altro si rammaricano per le carenze di personale che il comando provinciale di Sassari sta soffrendo da tempo. I numeri parlano chiaro: «l’organico - così spiegano nel documento - è ridotto all’osso e si segnala, sulla base delle attuali piante organiche la carenza dell’80 per cento dei dirigenti, il 55 per cento del personale Sati, ed il 100 per cento dei capi reparto, a cui si aggiunge il 10 per cento di qualificati definitivamente non idonei dal punto di vista sanitario, i quali, quindi, non partecipano più alle operazioni di soccorso». Non va meglio nel reparto marino con il dimezzamento del 50 per cento delle unità dei sommozzatori, del taglio di dieci unità del servizio nautico di Porto Torres e l'assenza del 100 per cento nel presidio portuale di Olbia, principale scalo marittimo dell'Isola per numero di passeggeri e «nessun posto messo a concorso nei nuovi corsi in programma».

Il panorama generale vede Sassari come un comando che deve gestire numerose sedi distaccate e specialistiche, due aeroporti, due porti, un nucleo sommozzatori, un nucleo elicotteri e otto distaccamenti distribuiti sul territorio dove «La Maddalena va avanti con le unità discontinue e volontarie (con un conseguente dispendio di denaro) e Bono, decretato nel 2006, è ancora chiuso per mancanza di personale, mentre la sede centrale viene classificata solamente come S4 nonostante gli abitanti, gli insediamenti urbani e industriali limitrofi. Ad oggi in tutta la provincia - la più estesa del Paese - il progetto "Italia in 20 minuti" è solo un utopia, nonostante vi siano più di 250 vigili sardi che prestano servizio nelle sedi del territorio nazionale». Anche ad Olbia, secondo distaccamento del comando di Sassari con 1600 interventi l’anno, «ci sono solo sette uomini che con una partenza e un rincalzo (chiudendo poi il distaccamento) devono presidiare un'area vastissima, e in caso di un doppio intervento per soccorso si deve attendere l’ausilio dal distaccamento più vicino, quello di Arzachena, con tempi superiori ai 30 minuti».

 

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