l'intervista

Veterinaria a rischio chiusura
Il tormentone di ogni estate

Parla il presidente dell'Ordine provinciale dei Veterinari, Andrea Sarria
di Valentina Guido
Andrea Sarria (foto: Andrea Sarria)
Andrea Sarria (foto: Andrea Sarria)

SASSARI. La Facoltà di Veterinaria di Sassari è a rischio chiusura. Non è una notizia bomba, di certo non si tratta di una novità; più che altro è un «tormentone estivo, una storia che si ripete ogni anno e che avrebbe anche stancato, se non fosse che mi dispiace moltissimo». Andrea Sarria, presidente dell'Ordine dei Veterinari delle province di Sassari e Olbia-Tempio, interviene a proposito dell'agonia della Facoltà di Veterinaria, che se entro il 2013 non si adeguerà alla normativa europea, cesserà di esistere.

Una storia lunga. «Il discorso è lungo e complesso- continua Sarria- Nel 1999/2000 il Ministero dell'Università e della Ricerca aveva stanziato i fondi per la realizzazione dell'ospedale veterinario. Allora la domanda è: perché dopo dieci anni ne parliamo ancora? Evidentemente, l'argomento non è una priorità, non c'è sufficiente interesse intorno a questa questione. Non voglio attribuire colpe a nessuno né essere polemico, ma è evidente che, se siamo a questo punto, qualcuno in questi anni ha dormito».

Manca la certificazione europea. Non solo manca l'ospedale veterinario che funzioni 24 ore su 24, ma anche la Medicina veterinaria d'urgenza, un numero sufficiente di animali ricoverati a scopo didattico, un'azienda zootecnica e un macello. Tutti requisiti essenziali in assenza dei quali l' European Association for Establishment of Veterinary Education non rilascia la certificazione: vuol dire che dalla Facoltà di Veterinaria di Sassari non vengono fuori professionisti di livello considerato accettabile.

Un tormentone estivo. «Io sono una delle persone che l'anno scorso hanno perorato la causa della nostra facoltà nei palazzi romani. Volevano diminuire drasticamente le immatricolazioni, poi abbiamo trovato un escamotage nel fatto che Sassari è l'unica sede dell'Isola. E ora, di nuovo nel mese di agosto, si riparla degli stessi argomenti». Il Ministero ha ridotto i posti da 38 a 34. Questo perché la Facoltà di Sassari, non avendo le certificazioni Ue, è finita nella lista degli istituti che meritano i tagli. Le Facoltà più produttive, invece, ricevono più finanziamenti secondo il meccanismo della premialità.

Sassari in fondo alla classifica. Al momento Sassari è al 12° posto su 13 facoltà in Italia, per numero di immatricolazioni precede soltanto Camerino che ha 25 posti. Basta un rapido calcolo per capire che, se il criterio è quello dell'economicità, non conviene tenere in piedi una Facoltà per soli 34 studenti, né spendere per metterla a norma. Anche perché l'Italia da sola ha più sedi di Francia, Germania e Inghilterra messe insieme.

L'azienda zootecnica. Difficile dire quanti soldi occorrerebbero per dotare la sede di Sassari di tutte le strutture che mancano. All'assessorato all'Agricoltura sono stati chiesti 50 milioni di euro. «E pensare che qualche anno fa, prima che arrivasse Renato Soru, una delibera del Senato Accademico prevedeva la realizzazione dell'azienda zootecnica su un terreno di 50 ettari sulla piana di Chilivani, che sarebbero stati ceduti gratuitamente alla Facoltà. Poi Soru ha pensato di dirottare il polo agro-veterinario a Mamuntanas-Bonassai. Ora si parla dell'ennesimo cambio di rotta ad Ottava. Mi fa impressione constatare tutta questa confusione di idee».

Il 2013 è dietro l'angolo. Andrea Sarria insegna a contratto nella Facoltà di Veterinaria di Sassari, dove ha seguito il corso di studi. «E pensare che è nata nel 1928 e che ha ospitato docenti di grande livello. Ora ho paura che la Facoltà stia andando verso la fine, sempre che qualcuno non la salvi in extremis». Il 2013 è dietro l'angolo e il tempo vola.

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