asinara

Il faro della discordia
Conteso tra Difesa e Regione

Ieri l'annuncio del ministero sulla possibile messa in vendita
Veduta di Punta Scorno (foto: SassariNotizie.com)
Veduta di Punta Scorno (foto: SassariNotizie.com)
PORTO TORRES. Un albergo per il ministero della Difesa, un museo secondo i progetti della Regione Sardegna. Il protagonista silenzioso, dimenticato e anche un po' decadente è il faro di punta Scorno, al nord dell'Asinara. Da martedì l'edificio è al centro di una polemica tra enti nazionali e locali. Tutto è partito da una lettera scritta dal sottosegretario al ministero della Difesa, Guido Crosetto, al sindaco di Porto Torres, Luciano Mura. Il contenuto è chiaro: si anticipa il progetto di far diventare il faro, che si dichiara di proprietà del ministero, una residenza temporanea per turisti. Questo tramite la messa sul mercato e poi la gestione diretta della struttura, per cui i ricavi andrebbero alle Forze armate.

Il sindaco di primo acchitto si è dichiarato possibilista, ma oggi arriva il no della Regione Sardegna. O meglio una puntualizzazione. Il faro, secondo l'assessore regionale all'Urbanistica, Gabriele Asunis, è «della Regione Sardegna dal 2004», cita anche la data del trasferimento del faro dal Demanio regionale al patrimonio della Regione Sardegna (identificato con il numero 2133).
Inoltre, continua Asunis: «Il faro è stato messo a disposizione dell´Agenzia regionale della Conservatoria delle Coste con deliberazione della Giunta regionale n. 48/1 del 9 settembre 2008. La Conservatoria delle Coste nel suo programma di attività non ne prevede certamente l´utilizzo a fini ricettivi, anche perché nell´isola dell'Asinara sono disponibili altre strutture da ristrutturare e destinare ad uso ricettivo, così come prevede il piano del Parco. L'intendimento su cui si sta muovendo la Conservatoria è quello di destinare il faro ad uso di punto visita o di museo del mare, secondo un modello mutuato dall´esperienza francese. Quello che è certo è che il faro avrà un uso pubblico in modo da favorire al massimo l'accesso dei visitatori».

Le reazioni contrastanti. Il primo a dichiarare il suo no al progetto del ministero è stato il parlamentare del Pdl Mauro Pili. Ha subito considerato la proposta illegittima e in palese violazione dello Statuto della Sardegna. Il sindaco di Porto Torres, Luciano Mura, in meno di un giorno ha cambiato idea. La prima reazione è stata accomodante: «Non esiste nessuna nessuna opposizione preconcetta», aveva dichiarato. Poi ai microfoni del tg della Rai regionale ha cambiato posizione e rivendicato la disponibilità del faro che avrebbe bisogno anche di lavori urgenti.

Il restauro. Il faro attualmente è automatizzato, l'ultimo guardiano è andato in pensione dieci anni fa, nel 2000. È uno dei più antichi e importanti della Sardegna ma ora è in stato di abbandono e degrado. Lo scorso novembre il Provveditorato per le opere pubbliche, nella sede di Cagliari, ha definito il progetto esecutivo per la manutenzione e ripristino del faro: 400mila euro per la torre e l'ingresso. Per il recupero dell'intera struttura servirebbero molti più soldi che, al momento, non ci sono.

Il parco nazionale. Il faro non è l'unica struttura da restaurare, né la priorità assoluta. Il parco nazionale dell'Asinara è infatti ancora commissariato e da mesi è crollata la strada per la frazione Cala d'Oliva che non è stata ancora ristrutturata. Il borgo è raggiungibile solo con il trenino e auto private, esclusi quindi gli autobus.

Il precedente.
Un altro faro sardo è stato trasformato in albergo di lusso. È il faro di Capo Spartivento a Chia, nel Cagliaritano, l'unico in Italia ad esser diventato un Resort. Trascorrere una notte ad agosto, alta stagione, può costare anche 800euro.


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  • Veduta di Punta Scorno (foto: SassariNotizie.com)