Protesta degli studenti sardi fuori sede
"Per le elezioni siamo discriminati"

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Dopo la lotta degli studenti erasmus, nasce il movimento degli universitari sardi fuori sede. L'obbiettivo del nuovo gruppo di giovani, come era per i colleghi europei, è quello di votare per le prossime elezioni dal comune ospitante. E il motivo è semplice: tornare in Sardegna per esprimere il proprio voto comporta dei costi molto alti.

Così una delegazione di studenti sardi, dopo avere scritto una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e avere fondato un gruppo su facebook, si è rivolta alla redazione di SassariNotizie. In una missiva, i ragazzi fuori sede hanno specificato i motivi della loro proposta e le differenze di trattamento che corrono tra gli universitari sardi e gli studenti del continente: "Vogliamo segnalarvi un grosso caso di disparità in merito ai rimborsi per le spese di viaggio sostenute da chi vive lontano dal proprio comune di residenza, nel momento in cui rientra per poter esercitare il proprio diritto di voto. Al momento infatti sono previste delle agevolazioni per coloro che usano il treno per rientrare nel proprio comune di residenza. Per chi prende vive fuori dalla propria regione di appartenenza questa riduzione equivale al 70% del prezzo del biglietto del treno. Gli studenti sardi fuori sede è del tutto evidente che in treno a casa non ci possono rientrare. E qui arriva la disparità. Per chi prende l'aereo è prevista una agevolazione del 40% sul prezzo del biglietto aereo sino ad un massimo di 40€."

“Sia chiaro - concludono - non vogliamo più soldi per recarci a votare. Vorremmo in verità che tutti gli studenti fuori sede, che si tratti di Erasmus, residenti nella penisola o nelle isole, potessero votare nel comune in cui vivono temporaneamente per motivi di studio, in modo da non comportare ulteriori uscite dalle casse dello Stato. Di fatto però, se questo nell'immediato non è possibile, chiediamo di essere trattati al pari di tutti i nostri colleghi in quanto Italiani esattamente come loro".

La nuova richiesta però potrebbe condividere le sorti di quella avanzata degli Erasmus e naufragare per i tempi ristretti e la troppa burocrazia. Nei giorni scorsi, infatti, il Governo Monti ha bocciato la proprosta degli erasmus.

 

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