Tossine nel latte, gli esami dell'Izs

 (foto: Istituto Zooprofilattico)
(foto: Istituto Zooprofilattico)

SASSARI. L’Istituto Zooprofilattico della Sardegna ha accertato la presenza di concentrazioni di aflatossine superiori ai limiti di legge in alcuni campioni prelevati dalla Asl di Lanusei in una azienda di trasformazione del latte. Si tratta del primo caso di positività oltre i limiti stabiliti per questa tipologia di sostanze pericolose per la salute.

Gli esami sono stati eseguiti dal Laboratorio di Chimica ambientale dell’IZS nell’ambito del Piano straordinario di monitoraggio predisposto dalla Regione Sardegna in accordo con il Ministero della Salute. Già dall’ottobre scorso, infatti, gli organismi di controllo avevano rilevato il rischio di una possibile presenza di aflatossine in alcuni alimenti a causa delle particolari condizioni climatiche favorevoli per lo sviluppo di queste sostanze. Da qui l’estensione delle analisi a tappeto su tutto il territorio della Sardegna e l’incremento dei test di laboratorio rispetto agli esami di routine già previsti nei Piani di controllo nazionale.

«Grazie al sistema dei controlli sanitari, i prodotti contaminati non sono arrivati in commercio – commenta il direttore generale dell’IZS, Antonello Usai – e questo è un elemento a garanzia della salute pubblica che deve rassicurare i consumatori. Inoltre, il sistema di tracciabilità della filiera alimentare permetterà di individuare le aziende interessate dal fenomeno, circostanza che consentirà di rimuovere in tempi brevi le cause».
«Le aflatossine sono una particolare specie di tossine naturali che si sviluppano nelle granaglie dei campi o nei depositi di stoccaggio, soprattutto mais, – spiega la responsabile delle analisi, Giannina Chessa - e la loro proliferazione è favorita da alte temperature e dall’umidità. Una volta ingerite dagli animali, vengono metabolizzate e i loro residui tossici finiscono nel latte con conseguenti rischi per la salute dell’uomo. Per il consumo di carne, invece, non esistono rischi associati».

 

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: Istituto Zooprofilattico)