Film in originale: è boom di incassi
Anche a Sassari il pubblico fa la fila

di Francesco Bellu
 (foto: Marco Dessì)
(foto: Marco Dessì)

SASSARI. "Senza doppiaggio il cinema piace di più", così titola Repubblica sul giornale di stamattina facendo riferimento al boom di spettatori che preferiscono andare al cinema a vedere un film in lingua originale sottotitolato rispetto ad uno doppiato. La stampa generalista finalmente sembra accorgersi di un fenomeno, già presente in Italia da un paio d'anni, ma che ora sta assumendo delle connotazioni ben precise, con un suo pubblico e soprattutto con un ritorno economico. Il caso di "Django unchained" programmato al Barberini di Roma con incassi superiori rispetto alla versione doppiata ne è l'esempio più ecclatante in questo senso. Non è un caso isolato: anche la versione originale di "Lincoln" di Spielberg sta facendo cifre di tutto rispetto.

In Sardegna lo scenario è decisamente più difficile per via dello sparpagliamento a macchia di leopardo delle sale sul territorio, con pochi grossi centri che fanno da catalizzatore e si mangiano la fetta più grossa del mercato della distribuzione. Però è interessante notare il caso di Sassari e della rassegna "Alta fedeltà" de "Il nuovo circolo del cinema" che propone da anni i film in versione originale con i sottotitoli e il pubblico riempie ogni volta il cinema. Si è partiti in via sperimentale nel 2008 e poi mano a mano questa tradizione, se vogliamo chiamarla così, si è consolidata nonostante lo scetticismo iniziale di alcuni spettatori, soprattutto quelli più anziani. La complicata situazione delle sale sassaresi (sono poche) non permette ancora di avere una programmazione lunga delle copie in originale che rimangono in cartellone solamente per un giorno. Ma rispetto a qualche anno fa le cose sono migliorate, soprattutto nel reperimento delle copie grazie al passaggio dalla pellicola al digitale. In questo modo richiedere un film di questo tipo è più semplice, senza contare che il nuovo formato permette di abbattere i costi del noleggio in maniera considerevole. Certo, l'identikit di chi ricerca questo genere di visione è comunque quello di un appassionato, spesso ben informato su cosa va a vedere e questo fenomeno, per restare circoscritti nella nostra regione, si nota per il momento solo a Sassari. A Cagliari nonostante il numero maggiore di spazi - due sale d'essay e quattro multisala - tutto ciò non si riscontra, stesso discorso in altre città con le multisala: Nuoro, Oristano, Iglesias. Segno che non è la quantità che garantisce la possibilità di vederli. Per quanto possa sembrare curioso, gli spettatori sassaresi si dimostrano, in questo caso, decisamente più cinefili rispetto al resto dell'Isola. Ma siamo sicuri che anche nel resto della Sardegna non ci sia nessuno realmente interessato a vedere i film in originale? D'altronde che la passione stia alla base di tutto ciò si intuisce dalle parole di Renato Quinzio del Nuovo circolo del cinema «Da quando frequentiamo i festival e le rassegne abbiamo "scoperto" quanto sia importante vedere l'opera come l'autore l'ha concepita. Film che ci avevano emozionato, col doppiaggio sono risultati freddi e senza anima (specie film di cinematografie e culture lontane). Per noi sarebbe bello avere una disponibilità maggiore di queste pellicole in modo tale che si arricchisca l'offerta cittadina e si riesca a dare al pubblico la possibilità di poter godere delle interpretazioni originali».

Che il doppiaggio cambi un film è innegabile, la traduzione in sé di un testo letterario è una forma di tradimento/adattamento, figuriamoci quando si tratta di un'opera audiovisiva in cui si deve recitare. La pirateria ha svolto da questo punto di vista un ruolo fondamentale. Piaccia o meno, ha portato il pubblico a vedere film e soprattutto serie televisive in inglese. Piuttosto che aspettare la normale programmazione in televisione, spesso ritardataria di parecchi mesi, le persone hanno iniziato a scaricare direttamente da Internet le puntate programmate dai grandi network americani (Hbo, Starz, Abc, Fox) per poi andare su siti specializzati a prendere i sottotitoli. Questo fenomeno ha così portato ad aumentare la schiera di pubblico ad abituarsi e ad essere sempre più insofferente nei confronti del doppiaggio. Le accese polemiche su come Filippo Timi ha reso la voce di Bane nell'ultimo Batman sono figlie di questo cambiamento; lo stesso si può imputare al successo delle versioni originali di "Django" e "Lincoln". In questo ultimo caso a spingere il pubblico a scegliere la versione non doppiata sono le recensioni che parlano della monumentale interpretazione di un Daniel Day Lewis in odor di Oscar, alla quale il pur bravo Pierfrancesco Favino non ha reso un buon servizio nella versione in italiano.

La strada da percorrere, anche perché nessuno chiede di abolire il doppiaggio, è quella di dare maggiore possibilità agli spettatori di scegliere come accade nel resto d'Europa. Il successo della programmazione di film in originale significa peraltro che non solo c'è un pubblico attento e interessato, ma che c'è, a livello generale, un ritorno economico di tutto rispetto. Perché quando si parla di cinema anche questo aspetto va tenuto in conto, soprattutto in tempi come questi, con incassi generali in picchiata. Nel frattempo a fine mese arriva "Les miserables" che la Universal ha deciso di proiettare esclusivamente in originale con i sottotitoli. Un segnale importante e da non sottovalutare.

 

 

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