Come evitare le truffe di lavoro?
Ecco il decalogo di Adiconsum

SASSARI. L’elevata disoccupazione giovanile non è soltanto un freno per la ripresa economica, ma anche un terreno fertile per quanti intendono lucrare a danno dei giovani e del loro diritto a trovare un lavoro. Da una ricerca condotta da Adiconsum e Movimento difesa del cittadino, nell’ambito del progetto “Lavoro sicuro“, cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono emerse ben 12 tipologie di frodi e pratiche commerciali scorrette ai danni dei giovani in cerca di lavoro o di offerte formative/aggiornamenti professionali. Ecco Le tipologie dalla quali diffidare: il lavoro a domicilio, le vendite porta a porta, i servizi telefonici a pagamento, le iscrizioni alle banche dati, i corsi di formazione, le borse di studio, la realizzazione di book fotografici, le associazioni in partecipazione, i falsi periodi di prova, il trasferimento di denaro, le catene di S. Antonio e il marketing piramidale, i documenti da firmare.
 
Comuni denominatori di queste truffe sono le false promesse in cambio di un esborso di denaro o corsi di formazione di scarsa qualità pubblicizzati come gratuiti salvo poi la richiesta del versamento di somme per il proseguimento delle lezioni. Per sventare questa ondata di frodi, Adiconsum e Movimento difesa del cittadino hanno stilato un Decalogo per i giovani in cerca di un’occupazione su come riconoscere ed evitare di cade nella trappola dei falsi annunci di lavoro. Innanzitutto, i ragazzi devono tenere presente che le aziende affidabili non nascondono nulla: descrivono subito il lavoro offerto, i requisiti richiesti e il compenso. Fanno leggere e firmare un contratto prima di iniziare qualsiasi sorta di attività. Inoltre, una società seria che vi offre un’occupazione (in ufficio o da casa), vorrà certamente vedere prima il vostro curriculum vitae e le vostre referenze. Quando un’offerta sembra troppo bella per essere vera, probabilmente è falsa. I giovani devono diffidare delle aziende che non indicano la propria ragione sociale e partita Iva. Meglio svolgere ricerche online: per esempio nel Registro Imprese della Camera di Commercio o sul sito dell’Agenzia dell’Entrate – per verificare l’affidabilità dell’azienda proponente. Conviene non fidarsi delle aziende che chiedono contributi economici per poter avviare il rapporto di lavoro. Chi cerca lavoro, non deve comprare kit o materiali di qualsiasi tipo necessari per l’avvio di un’attività a domicilio. Chi chiede di fornire dati personali, indirizzi e-mail e recapiti telefonici con la promessa di ricontattarvi, non è un’azienda ma è un tramite di catene di Sant’Antonio. È meglio riflettere e verificare la validità e l’autenticità dell’offerta. Diffidate di chi ha fretta di farvi concludere.
 
 

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