Cossiga, in migliaia per l'ultimo saluto
Tutta l'emozione della sua Sassari

di Daniele Giola
La bandiera dei quattro mori sulla bara (foto: Simone Utzeri)
La bandiera dei quattro mori sulla bara (foto: Simone Utzeri)

SASSARI. Voleva un addio sommesso, in forma "strettamente privata" come scritto in una delle quattro lettere che ha lasciato ai familiari prima della sua morte. Ma la "sua" Sassari e la "sua" Sardegna non hanno voluto rinunciare a un ultimo, commosso, saluto a Francesco Cossiga.

Almeno tremila persone hanno atteso, già dalle prime ore della mattina e sotto un sole cocente, che il feretro del presidente emerito della Repubblica arrivasse nella chiesa di San Giuseppe.

Intorno alle 11 dal silenzio della folla si è levato un primo e lunghissimo applauso all'indirizzo dei familiari, replicato pochi minuti dopo quando in via Asproni è arrivato il carro funebre. La bara avvolta dalle bandiere dei Quattro Mori e italiana, ha sfilato tra due ali di persone, di ogni età, visibilmente commosse. L'interminabile battito di mani si è unito al coro "Francesco... Francesco" e alle lacrime di alcune signore che Cossiga l'hanno conosciuto anche personalmente e non solo attraverso giornali e televisioni.

"Ha sempre rappresentato con onore la Sardegna - ha detto uno dei presenti - . La decisione di avere la bandiera dei quattro mori sulla bara ci dimostra una volta di più quanto Cossiga amasse la sua terra".

Anche durante la messa, la grande folla che non è riuscita a fare il suo ingresso nella blindatissima chiesa, ha atteso (non senza qualche sofferenza per il troppo caldo) la conclusione della cerimonia. Tutto per salutare l'ultima volta un sassarese che per anni è stato al vertice di un'intera nazione.

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