L'Accademia di Belle Arti è pronta
ad accettare la sfida della formazione

Zaza Calzia (foto: SassariNotizie.com)
Zaza Calzia (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. L'Accademia di Belle Arti Mario Sironi vuole investire sull'offerta formativa: si sono creati infatti i presupposti per la nascita di ben sette nuovi bienni di secondo livello: Cinematografia e fotografia documentaria, Decorazione, Didattiche dei territori e comunicazione globale, Grafica d’arte e progettazione, Pittura, Progettazione plastica e costume per lo spettacolo, Scultura monumentale e arte pubblica. Bienni che permetterebbero agli studenti sardi di concludere il loro ciclo di studi accademico - il tre più due - qui in Sardegna. Anche perché, a questo punto, si è giunti ad un bivio: crescere, appunto, o nella peggiore delle ipotesi essere accorpati a un'altra accademia aldilà del Tirreno, senza quella necessaria autonomia che dà forza all'identità artistica sarda. Ipotesi, fortunatamente, almeno finora scongiurata, anche perché la voglia di tenere alta la bandiera dell'alta formazione artistica in Sardegna c'è tutta.

Ma a questo punto sono tutte le componenti territoriali che devono fare sistema e comprendere non solo la valenza formativa di un'Istituzione di ottimo livello sotto il profilo formativo, ma anche sotto il profilo della peculiare produzione del settore. "I nuovi bienni per i quali il ministero ci ha autorizzato l'attivazione, praticamente a costo zero e previa verifica di necessari fondi regionali, rappresentano un'occasione che non possiamo perdere e sono convinto che non la perderemo - è il commento del direttore dell'Accademia di Belle Arti, il professor Antonio Bisaccia - per la nostra accademia si tratta di un grande salto di qualità  nell'offerta formativa che possiamo proporre ai nostri studenti, soprattutto in termini di sbocchi professionali e lavorativi. I bienni vanno a colmare profonde lacune formative in specifici settori della produzione artistica e culturale che darebbero l'opportunità ai nostri studenti di accedere alle professioni dell'arte. Avrebbero, inoltre, la possibilità di concludere in Sardegna il loro percorso di studi quinquennale senza dover andare nella Penisola. E questo eviterebbe il peggio per quelli che, non avendo denari, rimarrebbero qui vittime di quella bestia nera che si chiama dispersione scolastica. E sarebbe una vera discriminazione, soprattutto per chi ha talento e qualità ma non le possibilità per chiudere il proprio ciclo di studi".

Quella dell'Accademia Sironi è la presa d'atto di una situazione da portare a conoscenza delle componenti politiche territoriali, tutte, nessuna esclusa, a partire dall'Assessorato regionale all'istruzione. L'assessore Sergio Milia ha incontrato i vertici dell'Accademia, il direttore Antonio Bisaccia, il presidente Gavino Mariotti e i componenti del Consiglio Accademico e del Consiglio di Amministrazione, per fare il punto della situazione e progettare, rischiarandolo, il panorama di un futuro prossimo comunque prodigo di aspettative per chi con passione e professionalità ha fatto crescere esponenzialmente il valore aggiunto di un'opera quotidiana al fianco degli studenti.

Al momento l'Accademia, che ha incrementato le iscrizioni nell'ultimo anno accademico e che celebrerà nel 2013 i suoi venticinque anni di vita, punta a crescere ancora ed a proporsi quale polo di eccellenza nella formazione artistica dell'Isola. Ruolo che le compete da portare avanti strategicamente in un'ottica di visione  e condivisione con tutte le componenti regionali e locali e che abbia come obiettivo la creazione di una reale e produttiva filiera dell'arte capace di rappresentare uno sbocco professionale  per i talenti della Sardegna. Del resto le accademie in generale e la "Sironi" in particolare rappresentano un'opportunità da coltivare e sviluppare per far crescere professioni di natura artistico-culturale. Per accrescere un patrimonio di conoscenze che punta al futuro salvaguardando la natura delle proprie radici.

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