Spending review, autonomia a rischio
L'isola cerca unità con le altre Regioni

dovranno trovare un’intesa su come dividersi per il 2013 i 1700 milioni stabiliti dal decreto legge 95/2012
Simona De Francisci, assessore della Sanità (foto: Alessandro Garau)
Simona De Francisci, assessore della Sanità (foto: Alessandro Garau)

CAGLIARI. La Regione Sardegna capofila tra quelle a statuto speciale e tra le Province autonome per difenderne i diritti in un momento in cui c’è il pericolo che la loro specialità possa essere messa in discussione. La proposta è arrivata ieri a Roma dal vicepresidente della Regione Simona De Francisci (delegata dal presidente Ugo Cappellacci) che ha coordinato il tavolo delle Regioni speciali e Province autonome riunite per definire i criteri di ripartizione dei tagli sulle spese per 1,7 miliardi di euro decisi dal provvedimento sulla spending review 2012 del Governo Monti. Un’iniziativa, quella della Sardegna, che ha già trovato i primi riscontri positivi da parte dei politici presenti ieri al tavolo. Da sottolineare, tra l’altro, che su questo decreto la Regione sarda ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale.

In particolare, gli enti interessati (oltre alla Sardegna, la Sicilia, il Friuli, la Valle d'Aosta, il Trentino Alto Adige e le Province autonome di Trento e Bolzano) dovranno trovare un’intesa su come dividersi per il 2013 i 1700 milioni stabiliti dal decreto legge 95/2012 (articolo 16 comma 3). Se l’accordo non sarà raggiunto, varranno i criteri decisi dal ministero dell’Economia che, per esempio, assegnano alla Sardegna riduzioni per circa 307 milioni di euro (dato correttivo proposto dalla nostra Regione rispetto ai 314 milioni iniziali del ministero). In ogni caso, se il criterio prefissato dalla legge non verrà correttamente applicato né sarà ritenuto equo, il provvedimento ministeriale di ripartizione sarà prontamente impugnato.

“Oggi più che mai è necessario difendere i diritti dei sardi sia sul piano politico che su quello giurisdizionale. E occorre compattezza fra Regioni a Statuto speciale e Province autonome – hanno auspicato il presidente della Regione Cappellacci e il vicepresidente De Francisci – perché il momento è delicato, tra disegni di macro-Regioni del Nord e di ventilata eliminazione della specialità. Alle prossime riunioni della Conferenza delle Regioni e della Stato-Regioni serve comune solidarietà e unità di intenti per tutelare la nostra specialità e per non incorrere in ulteriori ingerenze da parte dello Stato. La Sardegna continuerà dunque in questi giorni nell’opera di mediazione per arrivare a un accordo tra Regioni e Province speciali".

 

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