Il Comune dichiara guerra
al fenomeno del randagismo

 (foto: Per gentile concessione di Eva Puledda)
(foto: Per gentile concessione di Eva Puledda)

SASSARI. Nel 2012 l'Amministrazione comunale ha investito oltre 700mila euro nella cura dei 730 cani ospitati nel canile comunale di Funtana Sa Figu, sulla direttissima per Osilo, e in quelli convenzionati. Una cifra rilevante in tempi di tagli statali e minori trasferimenti regionali per un bilancio comunale come quello del Comune di Sassari, oggi in grosse difficoltà nel riuscire a far quadrare i conti, come la maggior parte dei comuni isolani. È quanto ha voluto chiarire l'assessore alle Politiche ambientali, Monica Spanedda in apertura del suo intervento, a conclusione del convegno dibattito promosso dal Comune di Sassari insieme alla Asl n. 1 – Servizio Igiene Allevamenti e produzioni Zootecniche - e l'Università degli Studi di Sassari con il Dipartimento di Medicina Veterinaria che ha ospitato l'incontro nell'aula consiliare del complesso didattico di via Vienna. In questi ultimi anni l'Amministrazione comunale di Sassari ha svolto un ruolo importante nella tutela dei cani con e senza padrone: ha promosso campagne di sensibilizzazione sulle adozioni, riuscendo nel 2012 a far adottare 310 cani ospitati nel canile comunale; ha svolto corsi di formazione rivolti ai proprietari, nell'ultimo anno circa un'ottantina; ha istituito l'estate scorsa a Fiume Santo una spiaggia aperta anche agli amici a quattro zampe e a breve inaugurerà tre aree cani, opportunamente allestite per far scorrazzare in libertà gli animali: una in via Di Vittorio, una nei giardini di via Venezia e l'altra nel Parco di Baddimanna; ha attivato presso il canile comunale il servizio di anagrafe canina, curato dal servizio Veterinario di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche dell'Asl n.1 di Sassari.

La sfida lanciata da Amministrazione comunale, Asl e Medicina Veterinaria che ieri hanno ufficializzato la nascita del tavolo tecnico di coordinamento è molto chiara: bisogna mettere in piedi nuove sinergie anche con le associazioni e i singoli volontari che si occupano di animali per riuscire a limitare il più possibile il fenomeno del randagismo. Oggi lo Stato non trasferisce risorse per la cura degli animali, mentre la Regione Sardegna nell'ultimo anno ha destinato al Comune di Sassari appena 60 mila euro. Risorse evidentemente non sufficienti a coprire le spese necessarie sostenute dall'Amministrazione comunale che non è più in grado di affrontare i costi, né tanto meno di  iniziare ad occuparsi delle numerose colonie feline, fenomeno negli ultimi anni in forte crescita anche in città.

La Asl n. 1 di Sassari, l'organo tecnico che supporta il Comune (unico detentore dei cani così definiti vaganti) nell'esecuzione delle attività medico veterinarie e anagrafiche, provvede alla cattura dei cani randagi su precisa segnalazione da parte degli Enti competenti (oltre 700 all’anno). L'Azienda sanitaria sassarese è - come ha spiegato nel suo intervento il dottor Antonello Rassu del Servizio Igiene Allevamenti e produzioni Zootecniche - quella con il numero più elevato di cani ricoverati nei dieci canili attivi nel territorio, oltre 2200. Nel corso dell'incontro sono stati inoltre evidenziate le altre attività del servizio: circa 400 sterilizzazioni nel 2012,  ben 72.233 cani iscritti all’anagrafe canina e l’attuazione del Piano biennale del randagismo. In aumento anche il numero delle adozioni, 281 nel 2010 e 523 nel 2012. Da giugno del 2010 inoltre, grazie alla convenzione che la Asl n. 1 di Sassari ha sottoscritto con il Dipartimento di Medicina Veterinaria, è stato aperto un pronto soccorso veterinario per animali vaganti, attivo 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, come ha spiegato durante il suo intervento la dottoressa Maria Lucia Manunta, medico veterinario e coordinatrice della struttura di emergenza. Dal 2010 ad oggi sono stati soccorsi oltre 700 animali, in media ne possono essere ospitati una decina divisi tra cani e gatti, il 58% soccorsi per traumi automobilistici. L'attività di pronto soccorso incontra oggi numerose difficoltà  a causa dell’eccessivo numero di segnalazioni. Un ampio e acceso dibattito ha caratterizzato la conclusione dei lavori, coordinati dal professor Salvatore Naitana, Direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria.

 

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