Il mobbing, tra passato e presente
Studiose a confronto all'Università

 (foto: Ufficio stampa Università di Sassari)
(foto: Ufficio stampa Università di Sassari)

SASSARI. Otto studiose hanno contribuito a portare nuove conoscenze sul mobbing nel corso di un convegno che si è tenuto venerdì 1° marzo nell'Aula Magna dell'Università di Sassari. "Il vecchio e il nuovo del mobbing: aspetti psicologici, psicopatologici e medico legali" è il titolo dell'incontro organizzato dalla professoressa Eugenia Tognotti, delegata rettorale per le Pari opportunità, politiche e studi di genere. Le altre protagoniste dell'evento sono state Paola Caiozzo dell'Università Bocconi, con una relazione sull'"Eziologia multifattoriale del mobbing"; Noemi Sanna dell'Università di Sassari, che ha parlato del "Soggetto carnefice e il soggetto vittima"; Maria Pina Dore, Università di Sassari, con un'ampia relazione intitolata "Somatizzando il mobbing: sintomi gastrointestinali"; "Il mobbing di genere" è l'argomento trattato da Tiziana Bartolucci dell'Università di Firenze, mentre Chiara Ruini dell'Università di Bologna ha parlato del "Benessere psicologico e le risorse personali come fattori proiettivi nei confronti del mobbing".

Cos’è il mobbing. Eugenia Tognotti ha introdotto il convegno ricordando che il mobbing è stato descritto per la prima volta nel 1980 dallo psicologo del lavoro svedese Heinz Leymann. Secondo la sua definizione, il mobbing indica una  situazione lavorativa di conflittualità sistematica, persistente, in cui una o più persone vengono fatte oggetto di azioni ad alto contenuto persecutorio da parte di uno o più aggressori in posizione superiore, (mobbing verticale e bossing) e da colleghi (mobbing orizzontale). “Innescano il meccanismo persecutorio competizione, antipatie politiche e personali, timore di essere scavalcati. Diverse le modalità: dalla semplice emarginazione alla diffusione di maldicenze, dalle continue critiche alla sistematica persecuzione, dall’assegnazione di compiti dequalificanti alla compromissione dell’immagine sociale nei confronti dei terzi e dei superiori. Il numero dei malati di mobbing è in continuo aumento: 1,5 milioni solo in Italia, in particolare tra le donne, che sono frequentemente i soggetti più a rischio di mobbing o di marginalizzazione, specialmente al rientro dalla maternità o dopo il matrimonio”.

Un centro studi sul mobbing. La delegata rettorale per le Pari opportunità ha anche lanciato l'idea di far nascere un centro di studi sul mobbing e sul bullismo, perché un'accresciuta consapevolezza è indispensabile per arginare il fenomeno. 

La giornata di studi è stata arricchita dall’intervento del Rettore dell'Università di Sassari, Attilio Mastino, e dai saluti dell'assessore regionale alla Pubblica Istruzione Sergio Milia. Hanno partecipato anche gli assessori alle Politiche sociali del Comune e della Provincia di Sassari, Michele Poddighe e Daniele Sanna, il Direttore generale del Comune di Sassari David Harris. "I risultati di questo convegno dimostreranno la bontà del taglio interdisciplinare che è stato dato al convegno - ha detto Attilio Mastino – L'Università di Sassari è convinta che per tutelare la salute sia necessaria la prevenzione. A questo scopo, lo Statuto contempla all'articolo 3 pari opportunità e pari dignità per tutti, e con l'articolo 33 istituisce il Comitato unico di garanzia, al quale daremo strumenti per operare contro le discriminazioni di qualsiasi genere, le violazioni e le sopraffazioni: tra queste sicuramente anche il mobbing". L'assessore Sergio Milia ha auspicato di poter sconfiggere il mobbing a partire dalle scuole: "Il mondo più fragile, ma anche il più adatto e pronto a evitare che in futuro questo fenomeno trovi albergo nei luoghi di lavoro".


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