Omicidio Serra, il pm chiede
l'ergastolo per Alessandro Calvia

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino
 (foto: SassariNotizie)
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SASSARI. “Chi ha strangolato Orsola Serra?”. Con questa domanda il pubblico ministero, Paolo Piras, ha aperto stamattina la requisitoria del processo sull'omicidio della professoressa di Alghero. Quesito a cui lo stesso pm ha fatto seguire una risposta altrettanto breve: “È stato Alessandro Calvia”. Una convinzione tale da spingere il rappresentante della procura a chiedere ai giudici popolari di infliggere all'imputato la pena dell'ergastolo per il reato di omicidio premeditato.

Per rafforzare questa “deduzione logica”, il pm ha sottolineato due dati centrali emersi durante il  processo. Il primo riguarda la prova regina, quella del dna. “Orsola Serra è stata ritrovata con un laccio attorno al collo. E su quel laccio era presente il dna di Alessandro Calvia”. Il secondo si basa sull'abbigliamento della vittima. “Al momento della morte, Orsola indossava solo un paio di slip”. Elemento che, vista la relazione fisica nata tra i due, confermerebbe il quadro accusatorio.  Insomma, secondo la ricostruzione del rappresentante dell'accusa, la colpevolezza di Alessandro Calvia “va oltre ogni ragionevole dubbio”.

Eppure, durante l'udienza di stamattina, qualche perplessità è sorta. Soprattutto in seguito alle parole del perito citato dal tribunale, Sabino Pelosi: il direttore di Medicina legale a Modena a cui era stato affidato il compito di rilevare l'ora esatta della morte della professoressa di Alghero. Secondo la sua deposizione, infatti, l'orario del decesso sarebbe ricollocabile tra le 22 e le 2 del giorno precedente. Un arco di tempo che si allontana dalle deduzioni avanzate in prima istanza dal perito nominato dalla Procura di Sassari che aveva indicato nelle 20.00 un corretto riferimento orario. Un dettaglio di non poco conto, anche in relazione all'alibi avanzato dall'imputato. Oltre a dirsi innocente, infatti, Calvia ha sempre sostenuto di avere comprato una pizza alle 20 e di averla mangiata insieme alla compagna. Tesi confermata anche dal figlio della donna che ha riferito ai giudici popolari che quella notte l'imputato sarebbe rimasto a dormire a casa loro senza lasciare l'appartamento.

Dettagli sui quali venerdì prossimo gli avvocati difensori, Danilo Mattana e Nicola Satta, cercheranno di costruire la propria tesi difensiva. Terminata l'arringa, sarà il turno dei giudici della corte d'Assise che dovranno emettere la sentenza.

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