Il diritto al piacere, i problemi di sesso
Al Consultorio c'è chi può dare un aiuto

di Grazia Sini
 (foto: Per gentile concessione di Mirko Peddis)
(foto: Per gentile concessione di Mirko Peddis)

SASSARI. Il diritto anche per le donne di provare piacere. La sessualità di coppia ma anche l'autoerotismo. L'orgasmo, femminile e maschile. I mal di testa di un tempo che oggi si sono evoluti in continue vaginiti. Sono temi che ancora oggi, nel 2013, provocano il rossore di qualcuno, la risatina di altri, lo scandalo per altri ancora. Eppure la sessualità è un aspetto fisiologico della vita, come la definisce il dottor Marcello Cabiddu, responsabile del Servizio Consultoriale della Asl di Sassari. Tra i tanti servizi che offre la struttura, infatti, da tempo c'è anche quello della consulenza sessuologica. Un'opportunità importante per quanti, spesso in silenzio e spaesati perché non sanno a chi rivolgersi, soffrono per un problema legato alla sessualità.

Anche questa consulenza è gratuita. Capita che donne o uomini si rivolgano direttamente alla struttura per chiedere la prestazione. Spesso, però, è grazie alle visite ginecologiche compiute nel Consultorio che il ginecologo riesce a capire che c'è qualcosa che non va e allora prova a suggerire alla paziente una consulenza in materia.

«Il fatto che siamo ginecologi ci aiuta– spiega la dottoressa Maria Paola Bagella che insieme al dottor Cabiddu si occupa di questa prestazione –. Già dalle visite, infatti, si può capire se ci sono problemi fisici che in qualche modo limitano i normali rapporti sessuali e il piacere che si prova. Anche per questo è fondamentale il dialogo con la paziente e la visita medica non si può ridurre a un semplice esame fisico. Molte vengono al Consultorio per un problema di contraccezione e poi durante l'anamnesi si scopre un altro problema. Il nostro punto di forza è che diamo la possibilità di parlare e spesso accade che la donna si apre, si confida. Durante una colposcopia, ad esempio, una donna scopre di essere portatrice del papilloma virus e da lì possono iniziare problemi di coppia, anche con un marito sposato da vent'anni. Naturalmente questi problemi possono riguardare anche donne in menopausa». I campanelli d'allarme sono tanti: possono essere vaginiti croniche senza fattori di rischio o dolori durante i rapporti sessuali senza problemi fisici, giusto per citare i più comuni. «Le frequenti vaginiti abbiamo capito che spesso non sono altro che i famosi mal di testa di un tempo. In realtà sono malattie psicosomatiche: la donna teme talmente tanto il momento del rapporto sessuale, che si ammala veramente. È un rifiuto a livello psicologico che non è capito e si manifesta con questi disturbi» aggiunge il dottor Cabiddu. Da questi elementi il ginecologo capisce che forse alla base ci potrebbe essere un problema psicologico. Può essere una questione personale, magari una grave carenza di autostima ma più spesso riguarda la vita di coppia. Però essere ginecologi a volte non basta: «La fortuna del Consultorio è avere anche psicologi che possono subentrare all'occorrenza».

Il ruolo del ginecologo è quindi intercettare il problema e iniziare la consulenza. Chi svolge questo compito così delicato ha seguito corsi specialistici per diversi anni e ha poi dato la disponibilità alla struttura per eseguire anche questa prestazione. Sia chi arriva alla consulenza sessuologica tramite la visita del ginecologo, sia chi invece trova questa possibilità con il passaparola, deve mettere in conto che il cammino sarà lungo e non facile. «Siamo estremamente sinceri con i pazienti – spiega il responsabile del Servizio consultoriale -. Già durante il primo incontro spieghiamo le regole e stiliamo una sorta di contratto verbale. Per arrivare alla soluzione del problema, o almeno per provarci, sarà necessario scavare nell'intimo delle persone, normalmente far partecipare anche il partner. Alcuni arrivano e si aspettano di risolvere tutto con una pastiglietta, ma non funziona così. Per questo spesso non segue un secondo incontro: le persone non sempre ce la fanno». Se per il dottor Cabiddu è fondamentale generalmente che la consulenza coinvolga la coppia, la dottoressa Bagella prevede anche un altro approcio: «A volte il problema è legato alla donna, al suo passato, alla sua vita, soprattutto alla sua educazione. Normalmente è necessario che partecipi anche il compagno, ma ci sono dei casi in cui la consulenza ha più successo parlando solo con la paziente».

La consulenza sessuale è un servizio dato sia ai single che si accorgono col tempo di avere un problema con la propria sessualità e decidono che è arrivato il momento di affrontarlo, sia alle coppie, eterosessuali od omosessuali. Le età variano: dalle donne in meno pausa ai giovani che hanno bisogno di chiarirsi le idee: «La cultura dei ragazzi sul sesso è una pornocultura – commenta Cabiddu –. È basato su ciò che catturano da internet più che dai giornalini. Non vedono nel sesso un discorso di coppia, di affettività. Devono capire che il sesso deve essere piacevole per entrambe le parti e che non deve mai essere violento».

Una volta trovata la chiave del problema, il terapeuta decide se è il caso di consigliare una visita urologica o andrologica (che non sono eseguite al Consultorio), una cura ginecologica o una terapia da uno degli psicologi della struttura. A volte tutto ciò non servirà perché alla base del malessere magari c'era un amore ormai finito e la paura di ammetterlo. Tutto sta a decidere se si vuole godere del diritto a essere felici e a provare piacere o se si preferisce continuare a nascondersi.

 

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