Studenti sassaresi in Polonia
per simulare una riunione dell'Onu

Nella delegazione sarda erano presenti 6 alunni del Liceo Spano e uno del Liceo Canopoleno
di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
Gli studenti che hanno presieduto l'assemblea. Mauro Scala è il primo a destra (foto: Maria Paola Curreli, per gentile concessione)
Gli studenti che hanno presieduto l'assemblea. Mauro Scala è il primo a destra (foto: Maria Paola Curreli, per gentile concessione)

SASSARI. Studenti sassaresi a scuola di diplomazia per imparare ad affrontare con la forza delle parole le sfide più difficili del nostro tempo. Nei giorni scorsi a Gorzów, in Polonia, 160 giovani provenienti da tutta Europa hanno effettutato una simulazione in lingua inglese di una riunione delle Nazioni Unite, secondo le norme attualmente vigenti al Palazzo di Vetro. Tra loro c'erano 15 studenti sardi approdati a questo importante appuntamento dopo un lungo tirocinio nelle scuole di appartenenza: tra loro c'erano ben sette ragazzi di Sassari. Sei alunni del Liceo Scientifico “Spano”, istituto che ha portato questa manifestazione a Sassari e Mauro Scala, studente del Liceo Classico Canopoleno (primo a destra nella foto) che è stato a Gorzów in una veste assolutamente inedita ricoprendo un ruolo chiave per la manifestazione: quello di chair.

E' piuttosto insolito che la scuola organizzatrice affidi questo prestigioso incarico ad un esterno, ma Mauro ha guadagnato il titolo di chair sul campo, dal momento che è stato premiato lo scorso anno proprio in Polonia come miglior delegato. Sono stati lui e i suoi colleghi polacchi Artur Andrzejewski, Ola Lesnicka e Diana Drąg a dirigere l’assemblea e far sì che tutto si svolgesse in modo corretto e regolare. Le loro comunicazioni hanno introdotto e scandito i lavori. Il tema che i ragazzi hanno discusso è fondamentale per il nostro futuro: l’acqua e la difesa delle risorse idriche del pianeta. L’appello che Mauro ha lanciato all’assemblea in apertura dei lavori è stato rigoroso e accorato. Per tutelare l’oro bianco sono necessari spirito di condivisione, intelligenza, consapevolezza che l’acqua “bagna” la finanza, l’industria, le nostre città. L'impegno di questi 160 ragazzi, che con rispetto reciproco sono capaci di discutere di economia, ecologia, diritti umani, sanno utilizzare la lingua inglese e le regole comunitarie per imparare a cercare soluzioni, ci rende ottimisti per il futuro. Ed è una buona notizia per la Sardegna che tra loro, nel cuore dell’Europa, ci siano anche i nostri studenti.

 

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