Brigata Sassari, nell'8 marzo
un tributo alle donne dell'esercito

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 (foto: Brigata Sassari)
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SASSARI. La professione militare “appartiene” oggi alle donne nella stessa misura, con le stesse garanzie e con le stesse prospettive tradizionalmente offerte alla componente maschile. Nella ricorrenza della giornata internazionale della donna, l’esercito italiano ha fatto delle pari opportunità un punto fermo della propria organizzazione e valorizza la prospettiva di genere con le circa 6680 donne attualmente in servizio.

Di esse, circa 130 sono tra le allieve frequentatrici dei corsi di formazione, 6120 sono tra i graduati e i militari di truppa, 140 sono tra i sottufficiali e 290 tra gli ufficiali. L’apporto delle donne nelle operazioni internazionali, che integrano aspetti economici, sociali, comunicativi, culturali, sul terreno è spesso un fattore vincente.

Mentre le donne statunitensi solo recentemente sono state ammesse al combattimento in prima linea, le italiane dell’Esercito non hanno mai subito limitazioni di impiego. “È un traguardo importante - sottolinea il comandante della Brigata “Sassari”, generale Manlio Scopigno – a conferma della bontà delle scelte operate, a suo tempo, in termini di professionalizzazione dello strumento militare”. Infatti, a distanza di circa 13 anni dall'entrata in vigore della legge che ha sancito l'ingresso delle donne nelle forze armate italiane, la componente femminile è oramai una consolidata realtà. La Brigata “Sassari” è una delle prime unità dell’esercito ad aver avuto personale femminile.

Le donne che indossano le ambite mostrine bianco/rosse sono presenti, in ossequio al principio delle pari opportunità, in tutte le categorie (ufficiali, sottufficiali e volontari) e operano, con le medesime prospettive di carriera e con gli stessi incarichi dei colleghi maschi, nel comando Brigata, nei due reggimenti di fanteria (151° e 152°), nel 3° Reggimento bersaglieri, nel 5° Reggimento genio guastatori e nel Reparto Comando e Supporti Tattici della Brigata.

“Le donne della Brigata “Sassari” hanno immediatamente messo in luce professionalità, determinazione e spirito di sacrificio – precisa il generale Scopigno – contribuendo, in maniera inequivocabile, ad ingenerare quel sano spirito competitivo con il personale maschile, a tutto vantaggio dell’elevazione del livello qualitativo della nostra Brigata”.

“La componente femminile dei “Dimonios” – prosegue il comandante della “Sassari” – è, a tutti gli effetti, elemento monolitico in seno alla Brigata, su cui poter fare pieno e sicuro affidamento sia per le esigenze nazionali (si pensi all’impiego nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”, che vede attualmente alcune unità della “Sassari” impegnate a Roma, in concorso alle forze dell’ordine, a garanzia dell’ordine pubblico e della sicurezza a siti sensibili e alle aree urbanizzate della capitale) sia per gli impieghi nei più diversificati scenari operativi internazionali ove talvolta l’essere donna, ancorché in uniforme, può sicuramente contribuire ad avvicinare realtà femminili più complesse di quelle occidentali, ma non per questo meno bisognose di assistenza e comprensione”.

Passione, orgoglio e motivazione, sono dunque le qualità che animano le donne dei “Diavoli Rossi” nella convinzione che la funzionalità della Brigata non può che essere garantita dalla presenza al suo interno, indipendentemente dal genere, di personale addestrato ed in possesso di tutti i requisiti morali, di carattere e professionali necessari all’espletamento dei compiti istituzionali.

 

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