Omicidio Serra, parla la difesa:
«Pochi elementi a carico di Calvia»

di Daniele Murino | Twitter: @DanieleMurino
 (foto: SassariNotizie)
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SASSARI. Traslare il metodo scientifico sulle indagini penali. Sostenere ogni fatto con una teoria e non con un teorema. Utilizzare ai fini della decisione solo gli elementi emersi durante il dibattimento, allontanando dalla coscienza dei magistrati tutte le induzioni e le deduzioni non supportate da una prova. Questa mattina i difensori di Alessandro Calvia, l'uomo accusato dell'omicidio di Orsola Serra, hanno scelto di puntare su un metodo razionale per provare ad azzerare tutte le congetture nate durante le scorse udienze. Una semplificazione delle carte processuali attuata con lo scopo di attirare l'attenzione dei giudici popolari sui pochi fatti concreti che sono emersi in un anno di processo.

Il compito, piuttosto complesso se si pensa che la discussione dell'avvocato Danilo Mattana è durata oltre quattro ore, si è mosso su una linea cronologica ben delineata. Il legale ha cercato di portare per mano i giudici popolari mostrandogli passo dopo passo tutti gli errori che gli inquirenti avrebbero commesso dal momento del ritrovamento del cadavere fino all'ultima udienza del dibattimento. Così, con voce ferma, il legale di Alghero è partito dall'origine: dal momento del ritrovamento del cadavere. «In quella circostanza – sostiene Mattana – gli inquirenti hanno commesso un primo grave errore. Convinti di trovarsi davanti a un suicidio, i militari convocati nell'appartamento della vittima, non avrebbero compiuto tutte le operazioni idonee per un caso di omicidio». La mancata raccolta delle impronte digitali, la mancata analisi degli oggetti presenti nella casa e la mancata applicazione dei sigilli davanti alla porta d'ingresso dell'appartamento sarebbero solo alcune delle leggerezze citate dal legale.

Nel proseguo dell'arringa, Mattana si è soffermato anche sull'orario della morte dell'insegnante di Alghero. Su questo dato la Procura è sempre stata coerente. Il pm ha individuato l'orario dell'omicidio tra le 19.00 e le 20.00 mentre i difensori hanno posticipato questo elemento alle 24.00. Uno scenario cronologico molto diverso, sul quale la difesa ha orientato parte della discussione rifacendosi alle dichiarazioni rese dal medico legale chiamato dal tribunale. Nella sua deposizione, infatti, il dottore Pelusi ha sostenuto che dal momento dell'omicidio al ritrovamento del cadavere non potevano essere passate più di dieci ore, al massimo dodici. «E se si pensa che l'orario da cui deve partire il calcolo sono le 10 del mattino - ha detto Mattana - l'ora indicata dalla Porcura è errata». Un altro punto poco chiaro, almeno secondo il parere degli avvocati, riguarda sia le  analisi fatte per estrarre il dna dalla corda sia le presunte modalità dello strangolamento.

Dopo avere provato a smontare passo dopo passo tutte le certezze espresse dal pubblico ministero, Paolo Piras, i difensori hanno inserito nello scenario processuale due elementi inediti. Il primo riguarda la presenza dell'ex ragazzo di Orsola Serra, sotto la sua abitazione, proprio la notte dell'omicidio. Il secondo concerne un'intercettazione telefonica secondo la quale sempre la moglie dell'ex ragazzo di Orsola, qualche settimana dopo il ritrovamento della vittima, avrebbe chiamato la polizia sostenendo che il marito avrebbe cercato di ucciderla legandole una corda attorno al collo.

Al termine dell'udienza, dunque, il quadro processuale appare più leggero. In questo panorama le circostanze oggettive sono chiare: Orsola Serra è stata uccisa la notte del 23 ottobre del 2011 sul letto del proprio appartamento. La morte è avvenuta per asfissia e lo strangolamento è avvenuto tramite una cordicella. Su quel laccio c'è il dna di Alessandro Calvia: l'unica persona accusata del delitto. Ora alla corte d'Assise di Sassari spetta un compito difficile. I giudici dovranno stabilire se questi elementi sono sufficienti per ritenere l'imputato colpevole oltre ogni ragionevole dubbio e quindi attribuirgli la pena indicata dalla procura: l'ergastolo.

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